Alberto Gennari: L’irriverenza del segno

Terzo appuntamento di
Fattori a parte
Tappe cruciali del grande collezionismo labronico
a cura di Francesca Cagianelli

inaugurazione sabato 4 giugno 2011, ore 17.30
Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato
via Michon, 22 – Livorno
Ingresso gratuito

servizio fotografico di Roberto Zucchi

allestimento gentilmente concesso
da “Cose del Passato” di Martini

seguirà cocktail

Giunta alla sua terza rassegna espositiva, EDITORART, promossa da “Archivi e Eventi” e ideata da Francesca Cagianelli, punta ora il cannocchiale sulla caricatura, settore privilegiato di ironia e trasgressione rispetto alla tradizione verista imperante a Livorno tra Ottocento e Novecento.
Ed è proprio attraverso il caso di un “dimenticato” labronico, Alberto Gennari, da tempo oggetto di rivalutazione nell’ambito delle iniziative editoriali firmate dalla studiosa, che si riapre sotto il sgno dell’innovazione il prossimo capitolo del ciclo espositivo “Fattori a parte”.
Non solo grafica nella raffinata e irriverente galleria di caricature selezionate per l’attuale rassegna, ma anche testimonianze pittoriche di una stagione figurativa, quella della Belle Epoque, che a Livorno godette di protagonisti di prim’ordine.
Sono ancora una volta le grandi collezioni private livornesi che aprono le porte ad un’iniziativa espositiva, quella promossa da EDITORART, destinata a riportare alla luce i tesori nascosti del Novecento Labronico.
Alle prese ormai da anni con interi capitoli di arte sommersa, spesso sfuggiti alla ricerca scientifica più ordinaria e paludata, “Archivi e Eventi” è oggi in grado di lanciare una sfida per l’innovazione del gusto e l’aggiornamento delle classifiche storico-critiche finora invalse a Livorno a causa di un malinteso senso della tradizione.
Si è scelto quindi di cimentarsi con Alberto Gennari, proprio perché attratti da una bibliografia pressochè inesistente (le uniche citazioni si devono a Carlo Pepi), ma la cui personalità prende corpo tra le cronache del Telegrafo del 18 novembre 1915, nell’articolo Gli artisti per la Croce Rossa, dove l’eclettico livornese risulta tra i partecipanti della nota esposizione cittadina, insieme con Mario Cocchi, Charles Doudelet, Umberto Fioravanti, Eugenio Caprini, Ferruccio Rontini, Lando Landozzi, Ulvi Liegi, Cesare Tarrini, Giovanni Zannacchini, Gino Romiti, Giuseppe Maria del Chiappa, Manlio Martinelli, Adriano Baracchini-Caputi, e molti altri.
Pagine preziose, quelle del Telegrafo, in quanto restano l’unica testimonianza di una parabola creativa di respiro tutt’altro che municipalistico, basti pensare all’impresa decorativa realizzata con Renato Natali nel 1924 per il “Veglione della Stampa”, organizzato dall’Associazione della Stampa Tirrena a beneficio della Pia Cassa di Previdenza fra i giornalisti: è in quest’occasione che i due artisti labronici organizzano una messinscena da Moulin Rouge, dal sapore di “una festa veramente parigina per la suprema eleganza e la ricchezza della decorazione”, visto che il palcoscenico dell’Avvalorati viene trasformato in “salone di restaurant notturno le cui pareti ed il soffitto saranno affrescati con una policroma prospettiva di molini”.
Si meritava dunque davvero Gennari, l’anno successivo, quell’articolo monografico dove Aldo Guerrieri ( “Il Telegrafo”, 14 gennaio 1925), ne celebrava le innegabili doti di caricaturista: non tanto per l’arabesco espressivo tipico di Leonetto Cappiello, e neppure per la fosca deformazione di Gastone Razzaguta, ma per una delicata miscela di eleganza disegnativa dalle scaturigini tradizionali, ribattezzata da umori déco,  e insieme per una profusione cromatica orientaleggiante, non senza barlumi di grottesco mutuati con ogni probabilità da certa statuaria minore.
Sono soprattutto i coevi preparativi per il corteo Mah Yongg all’Hotel Corallo, consistente in un ballo a beneficio dell’Opera Nazionale di Assistenza agli Orfani di guerra, ad offrire un palcoscenico straordinariamente popolare per i “pittoreschi costumi” realizzati a partire dai disegni di Gennari (A. M., Il ballo “Mah Yongg”, in “Il Telegrafo”, 3 febbraio 1925): costumi ideati sulla falsariga di un giapponismo che l’artista seppe declinare in terra labronica con insolito gusto e strabiliante sintesi, secondo quelle stesse prerogative di eclettico decorativismo che Gennari trasferì nella coeva produzione caricaturale.
Non ci coglie dunque di sorpresa la notizia che i suoi maestri fossero niente meno che Giovanni Fattori e Angiolo Tommasi, e che proprio il capostipite della macchia lo diffidasse dal proseguire l’attività di caricatore.
La disubbidienza di Gennari ci appare allora davvero esemplare proprio in quanto garantisce, al di là del poderoso incombere dei baluardi ottocenteschi, un ponte verso la modernità.

Nell’occasione i visitatori potranno beneficiare di una promozione straordinaria: mediante l’acquisto di libri, cataloghi o riviste dell’Associazione “Archivi e Eventi” si avrà infatti il diritto a un omaggio a scelta tra le varie pubblicazioni d’arte dell’ampio bookshop di Editorart per un valore equivalente alla cifra impiegata.
Restano esclusi da tale promozione i volumi I fantasmi di Guido Pyeron. Ritratti come nature morte 1898-1960 (Edizioni Pananti, Firenze 2003, pp. 326, euro 75) e Alfredo Müller. Un ineffabile dandy dell’impressionismo (Edizioni Polistampa, Firenze 2011, pp. 277, euro 38), che tuttavia verranno successivamente proposti all’interno di nuovi pacchetti promozionali.
Gli acquirenti di Editorart riceveranno inoltre come premio di acquisto un segnalibro raffigurante un capolavoro inedito di Renato Natali, il poster della grande mostra di Alfredo Müller e un raro volumetto dedicato a Cesare Tarrini.

Ogni sabato di Editorart
sarà l’occasione per usufruire
di offerte editoriali a sorpresa
fino al 25 giugno 2011

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