BIS PER LIVORNO CRUCIALE

BIS PER LIVORNO CRUCIALE

A partire da questo numero “Livorno Cruciale” sceglie come icona di copertina e come “masterplan” per il 2013/2014 la cosmopolita personalità di Leonetto Cappiello, oggetto di una prossima monografia di Francesca Cagianelli (Edizioni ETS, Pisa), con l’obiettivo di riproporre all’attenzione del pubblico livornese ma non soltanto concreti indirizzi di strategie culturali congrue a un rilancio internazionale della cultura cittadina.
Si segnala che l’Associazione “Archivi e Eventi” sta catalogando da 3 anni l’archivio Cappiello con scoperte e inediti di strabiliante novità, destinate a ribaltare Cappiello l’artista guida di una Livorno europea.
Nella rubrica XXI Paola Baldari e Paola Talà contestualizzano la storia del fiore in relazione al gusto e alle mode di parchi e giardini livornesi, da Villa Maurogordato a Villa Fabbricotti, mentre Valeria Falleni, nella rubrica “Sulle tracce dell’inedito”, suggerisce inedite letture per l’opera di Voltolino Fontani, Albergo di eterei silenzi, dispiegando l’enigmatica simbologia floreale dell’artista alla luce delle teorie steineriane.
Due donne stavolta dominano la rubrica “Artisti allo specchio”, Ginevra D’Agostino con le sue ideazioni fotografiche alle soglie della fiaba, e Katia Alicante, con le sue intenzionalità pedagogiche “a rebours”.
Vetta di eccellenza di questo numero resta l’intervento di Federico Marri (docente e bibliotecario dell’Istituto Mascagni) dal titolo Il teatro perfetto di Giuseppe Acquaviva, dedicato al direttore d’orchestra livornese, marginalizzato nella sua città natale e invece sponsorizzato altrove, fino a divenire direttore artistico del teatro Carlo Felice di Genova.
Suona allora nient’altro che come una sorta di monito rispetto alla magra e controversa situazione livornese lo spot ripetuto da Acquaviva: “Nel teatro perfetto i costi della struttura, cioè personale in giusta quantità e sede, sono coperti dal finanziamento pubblico, mentre la produzione si autofinanzia con gli incassi e con le entrate dai privati. Così i dirigenti sarebbero stimolati a dare il meglio”.
Sul fronte dell’urbanistica Luca Difonzo propone la sua ricetta della riqualificazione urbana attraverso la mobilità pedonale, mentre Alessandro Merlo si sofferma provocatoriamente sulle potenzialità insite negli stabilimenti balneari durante il periodo invernale, qualificabili in una moltitudine di attività ludico-ricreative che vanno dall’intrattenimento alla gastronomia, dallo sport al benessere.
Aculei di attualità politica si rinvengono come di consueto nella rubrica “Versus”, dove l’intervista di Antonio Papini a Marco Solimano, presidente dell’Arci di Livorno, è l’occasione per ripercorrere una stagione di occasioni mancate da parte dell’attuale classe politica cittadina, troppo spesso viziata da intenzionalità opportunistiche, e per auspicare l’avvento di una rinnovata strategia culturale basata su un progetto estesamente condiviso.
Si legano non impercettibilmente alle ragioni di tale intervista i due interventi di Francesca Cagianelli pubblicati nelle rubriche “Critica e Cacciucco” e “Vagliature”, il primo dal titolo Camino Camini, sorta di boutade in margine a un’editoria sfibrata, vacuamente sostenuta da enti pubblici e istituzioni culturali, per quanto ammorbata da tare endemiche di autoreferenziale inadegutezza scientifica e primitivismo ideologico; il secondo invece dal titolo Il cruccio di Corinna: ascesa e caduta di una fondazione culturale, focalizzato sul caso dell’Accademia Trossi Uberti. L’affondo riguarda in particolare la mancata consapevolezza da parte dei governi locali della necessità di rivitalizzare tali strutture mediante un apporto tecnico in grado di individuare strategie qualificate e aggiornate, all’origine degli ormai innumerevoli flop culturali dell’odierna amministrazione cittadina.
Una delle ricette offerte tra le pagine della rivista contro una tale aberrante improvvisazione culturale resta la suggestiva proposta adombrata nella Rete della memoria a firma di Marco Sisi, dove la diffusione in rete o sui social network di filmati, fotografie o registrazioni audio di altissima qualità, fino alla creazione di un social network istituzionale, potrebbe costituire un punto di approdo per quegli Enti Locali, professionisti o semplici cittadini che intendessero accollarsi il destino della costruzione di un vero e proprio patrimonio collettivo.

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26 novembre 2013 · 14:18

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