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Lettera aperta al Sindaco di Livorno

In data 22 agosto abbiamo inviato al Sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, al Vice Sindaco Stella Sorgente, all’Assessore alla Cultura, Serafino Fasulo, una lettera aperta relativa alla richiesta di trasmissione alla nostra Associazione di tutti gli atti istituzionali (Giunta e Consiglio Comunale) inerenti la pratica di “comodato gratuito” avviata per accogliere una collezione privata nei Granai di Villa Mimbelli.

Ad oggi nessuna risposta.

Pubblichiamo, per ovvi motivi di trasparenza, tale lettera, invitando tutti i cittadini livornesi, a dare una doverosa risposta.

Gentilissimo Sindaco del Comune di Livorno

Filippo Nogarin

Gentilissima Vice Sindaco

Stella Sorgente

Gentilissimo Assessore alla Cultura

Serafino Fasulo

Scrivo a titolo personale, ma anche come Presidente di “Archivi e Eventi”, in merito all’annuncio pubblicato sul Tirreno nell’ambito dell’articolo “La carica dei seicento” di un progetto promosso dall’Amministrazione Comunale di Livorno relativo allo spostamento di una collezione privata presso i Granai di Villa Mimbelli sulla base di una decisione amministrativa denominata “commodato (sic) d’uso a titolo gratuito al Comune”.

Tale decisione induce preoccupazione non solo a titolo personale ma anche a nome di tutta la mia Associazione che da anni opera nel territorio e ha collaborato ripetutamente con la Provincia di Livorno, il Comune di Livorno, la Fondazione Livorno.

Tale preoccupazione riguarda ovviamente la leggerezza con la quale si annuncia un percorso di cui nessuno ad oggi conosce atti istituzionali e modalità di realizzazione.

Come è noto, numerosi sono i collezionisti privati che contattano enti e istituzioni per dare visibilità alle proprie collezioni, ma esistono percorsi che moderano i rapporti tra pubblico e privato che ci auguriamo vengano rispettati.

Visto che la redazione di “Livorno Cruciale” intende svolgere una inchiesta su questo percorso sono a richiedere ai vostri uffici la possibilità di essere informata riguardo agli atti amministrativi (Giunta e Consiglio Comunale) che presiedono tale percorso, così come riguardo all’eventuale garanzia di un comitato scientifico autorevole che sia in grado di valutare la validità scientifica e l’autenticità delle opere destinate al comodato.

E’ noto infatti come i musei più importanti (vedi MART) da tempo abbiano previsto meccanismi di tutela in merito alle numerose donazioni pervenute: tali meccanismi sono complessi e specchiatamente istituzionali e prevedono commissioni di esperti che istituiscono pratiche accurate per ciascun dipinto prima di procedere all’accettazione di eventuali donazioni o comodati.

La preoccupazione cresce se si pensa che l’accettazione di tale comodato non avrebbe altre motivazioni se non la consistenza numerica della collezione in esame e il titolo di gratuità ad esso inerente, quindi come via di fuga rispetto a una strategia di ben diverso impegno funzionale al reperimento di finanziamenti destinati alla realizzazione di eventi più importanti: da parte nostra si è certi che la gratuità non possa essere il movente per una mostra permanente in un museo civico, visto che comunque i costi che ne deriverebbero a livello di assicurazione, trasporto, ma soprattutto guardiania, illuminazione e allestimento, sarebbero comunque consistenti e tali da indurre il Comune a una doverosa cautela in termini di vagliatura del valore scientifico, storico ed estetico di una collezione per la quale si vanno ad impegnare risorse pubbliche a scapito di altre iniziative.

Sconforta e preoccupa tanto più l’allusione riportata nell’articolo a un nascituro Centro Studi Fattori: anche in questo caso il coinvolgimento di privati da parte del Comune dovrebbe a nostro avviso osservare meccanismi di estrema trasparenza, oltre che ovviamente ricorrere agli ineludibili strumenti amministrativi dei bandi di gara (anche in vista della gratuità dell’incarico, anzi, a maggior ragione).

Non basta infatti possedere opere di Fattori o tenere conferenze su Fattori per essere reputati idonei alla partecipazione a un Centro Studi dedicato all’artista: occorrono formazioni specifiche, curricula prestigiosi e soprattutto una specializzazione nella pittura toscana ed italiana dell’Ottocento e del Novecento che nessuno degli studiosi finora coinvolti dall’Amministrazione Comunale negli eventi svoltisi a Villa Mimbelli può confermare.

La nostra Associazione ribadisce dunque la volontà che vengano resi pubblici da parte dell’Amministrazione atti e percorsi istituzionali inerenti tale progetto, visto che il prestigio di Villa Mimbelli e dei Granai, così come il nome di Giovanni Fattori, non possono coesistere con iniziative “low cost”.

Resto in attesa di un cortese riscontro

cordiali saluti

Francesca Cagianelli

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In merito alle fantasie della Giunta Comunale sulla collezione Pepi

Avendo appreso dal Tirreno la decisione della giunta comunale di collocare la collezione Pepi all’interno dei Granai di Villa Mimbelli, abbiamo sollecitato la nostra redazione e il nostro comitato scientifico a manifestare le loro valutazioni che verranno pubblicate prossimamente su questo blog

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Livorno Cruciale sul Fatto Quotidiano

Pubblichiamo con soddisfazione l’eco delle nostre osservazioni sul “Fatto Quotidiano”

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/25/modigliani-niente-mostra-nella-sua-livorno-sara-organizzata-a-pisa/925933/

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CHI SCENDE

Leggendo la classifica del Tirreno di oggi relativa a “CHI SCENDE” nel panorama cittadino, viene in mente la frase di Marx: “La storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda come farsa”.
AUGURI

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2013/12/31/news/la-maledizione-delle-teste-di-modi-compie-30-anni-1.8389224

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