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Matteoni al Festival Luna 50

Nell’ambito del Festival “Luna 50”, Eventi in occasione del 50° Anniversario dello sbarco sulla luna, promosso dal Comune di Pisa e dall’Università di Pisa, ideato da Sergio Giudici (unipi), sabato 13 luglio 2019, ore 21.00, alla Cittadella Galileiana di Pisa, si terrà la conferenza di Dario Matteoni, storico dell’arte, direttore di “Alma Artis”, Accademia di Belle Arti (Pisa), dal titolo Uccidiamo il chiaro di luna: provocazioni futuriste.
Attraverso la ricognizione di episodi cruciali selezionati nell’ambito della sconfinata azione pubblicitaria dei leader del Futurismo, Dario Matteoni intende focalizzare l’intensità lirica con cui alcuni esponenti del movimento marinettiano elaborarono e trasfigurarono la luna, integrandone efficacemente l’immagine simbolica nell’organigramma teorico delle loro dichiarazioni estetiche, ponendola spesso al centro di composizioni pittoriche e grafiche di valenza strategica.
Concepita in tandem con l’evento ideato dal Centro Cagianelli per il 900, la conferenza di Dario Matteoni punta a storicizzare nell’alveo di un panorama storiografico di orbita nazionale alcuni significativi esponenti del Futurismo toscano che nel corso degli anni Venti e Trenta esercitarono la loro entusiastica adesione al movimento marinettiano con originale inclinazione, nonchè con esiti espressivi ormai riconosciuti all’unanimità.

ORE 21.00 – CITTADELLA GALILEIANA DI PISA (via Nicola Pisano, 27 – Pisa)
CONFERENZA di DARIO MATTEONI, storico dell’arte, direttore di “Alma Artis”, Accademia di Belle Arti (Pisa), UCCIDIAMO IL CHIARO DI LUNA: PROVOCAZIONI FUTURISTE

Ore 21.00 – INTRODUZIONE DI SERGIO GIUDICI, Ricercatore presso il Dipartimento di Fisica “Enrico Fermi” dell’Università di Pisa e Direttore scientifico del Museo degli Strumenti di Fisica di Pisa e della Ludoteca Scientifica.

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Il Centro Cagianelli per il 900 tra i protagonisti del Festival Luna 50

Nell’ambito del Festival “Luna 50”, Eventi in occasione del 50° Anniversario dello sbarco sulla luna, promosso dal Comune di Pisa e dall’Università di Pisa, ideato da Sergio Giudici (unipi), sabato 13 luglio 2019, dalle ore 18.00 alle 20.00, al Centro Cagianelli per il ‘900 (viale delle Cascine, 8 – Pisa) si terrà l’Esposizione dal titolo “La luna dei futuristi toscani”, incentrata sulla personalità di due artisti di elezione toscana: Osvaldo Peruzzi (Milano, 1907-Livorno, 2004) e Krimer (Cristoforo Mercati, Perugia, 1908-Viareggio, 1977).
Soggetti entrambi a un oblio pluriennale da parte della bibliografia relativa al Futurismo, sono stati recentemente oggetto di riscoperta: nel 2014 viene pubblicato da Electa il Catalogo generale di Osvaldo Peruzzi, firmato da Dario Matteoni; nel 2018 Francesca Cagianelli cura la mostra e il catalogo dal titolo Krimer (Cristoforo Mercati) 1908-1977. Futurista con Marinetti, Vàgero con Viani (Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, Collesalvetti, 22 febbraio -14 giugno 2018).
Il Centro Cagianelli per il ‘900, presieduto da Francesca Cagianelli, fondato nel 2015 con l’obiettivo di catalogare, divulgare, valorizzare e promuovere la personalità dello scultore Enrico Cagianelli (Perugia, 1886-Gubbio, 1938), così come dei protagonisti della cultura figurativa italiana tra le due guerre, ha ideato questo evento in omaggio alla mission prevista nell’ordinamento associativo, coincidente con l’ideazione e la promozione di eventi dedicati al Novecento sommerso, dal Futurismo all’Informale.

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Al via la sottoscrizione del Centro Cagianelli per il ‘900: in uscita la prima monografia del grande scultore umbro

A partire dalla sua data di costituzione, il 30 settembre 2015, il “Centro Cagianelli per il ‘900”, ispirato, per esplicita volontà del suo Presidente, Francesca Cagianelli, alla statura professionale e umana di Mario Augusto Cagianelli, (Perugia, 1928-Pisa, 2014), ha perseguito l’obiettivo di ideare e promuovere ricerche, conferenze, progetti didattici, iniziative espositive, finalizzati alla valorizzazione dell’opera dello scultore Enrico Cagianelli (Perugia, 1886-Gubbio, 1938) e più in generale della pittura, scultura, grafica, architettura, fotografia, letteratura, poesia e musica dell’Italia tra le due guerre.
Sovrintendono quindi moralmente l’Associazione Culturale tanto Mario Augusto, zio di quest’ultimo, dapprima Primario della Divisione Lungodegenti dell’Ospedale di Pontedera e quindi, dal 1972 al 1996, Primario di ruolo della Divisione di Medicina Interna I° dello stesso Ospedale, autore tra l’altro di 123 lavori scientifici riguardanti svariati argomenti di fisiopatologia, clinica e terapia, pubblicati su riviste italiane e straniere, quanto Giuseppe Cagianelli (Perugia, 1890 – Pisa, 1965), fratello dello scultore, avviato alla carriera militare nel 1911 con il grado di sottotenente di fanteria in Libia, inviato quindi al fronte con il grado di capitano durante la prima guerra mondiale, premiato con medaglia d’argento al valor militare per gli atti compiuti durante la ritirata di Caporetto, promosso tenente colonnello per la zona militare di Perugia nel 1934, e quindi nominato generale di brigata nel 1942 presso il comando del 1° distretto militare di Roma.
Tra i principali obiettivi dell’Associazione si pone la costituzione di una Biblioteca, di una Videoteca e di un Archivio Fotografico e documentario relativi a Enrico Cagianelli, nonchè la catalogazione della sua opera scultorea e grafica, per poi procedere alla realizzazione di imprese editoriali e supporti digitali funzionali alla divulgazione e promozione dell’artista presso le istituzioni culturali pubbliche e private tanto toscane, quanto umbre.
Contestualmente il “Centro Cagianelli per il 900” promuove forum ed eventi relativi al contesto storico e artistico tra le due guerre e più in generale agli artisti dimenticati del Novecento Italiano ed Europeo, istituendo collaborazioni con Enti Locali, Fondazioni, Istituzioni, Associazioni e Archivi di analoga vocazione culturale.
L’ambizione principale della Presidente è stata costantemente quella di reintegrare la personalità dello scultore umbro in un più ampio e trasversale tessuto di relazioni storiche e suggestioni figurative che possa costituire un proficuo esercizio di filologica ricostruzione del complesso e ancora in parte oscuro panorama del Novecento.
A tale scopo il nucleo di opere di Enrico Cagianelli, costituito da due pannelli lignei applicati su un antico cassone, raffiguranti la Caccia al cinghiale (1924-1926), il bassorilievo in gesso Madonna col bambino (1930-1932), i tre personaggi in gesso policromo, Suonatore di fisarmonica, Viandante, Pastore (1930-1934), una testa in gesso del Cristo (1934-1936), figura inserito al centro di un percorso espositivo permanente costituito da sezioni paradigmatiche dedicate ad alcune personalità della pittura italiana tra le due guerre.
La pima sezione, Dal simbolismo al divisionismo, inaugurata dal monumentale bozzetto di Duilio Cambellotti per Farinata degli Uberti, destinato al Concorso Alinari di Firenze del 1900, vede trionfare l’inedita personalità di Raul Viviani, rappresentato da opere emblematiche della sua articolata carriera divisionista, accanto a quella di Benvenuto Benvenuti presente con Cattedrale di Gardelagen, realizzato durante la prigionia nel corso della prima guerra mondiale.
La seconda sezione, intitolata Gli Italiani di Parigi, vede tra gli altri la presenza di due significativi protagonisti dell’incisione a colori, da una parte Lionello Balestrieri, uno dei più colti interpreti della bohème parigina, tra miti Belle Epoque e immaginario wagneriano, coinvolto negli anni Venti nella temperie futurista, dall’altra Alfredo Müller, attratto all’epoca dei suoi ripetuti soggiorni in Francia dapprima dall’avanguardia pointilliste e quindi dal verbo cézanniano; a latere gli intermezzi teatrali di RAM (Ruggero Alfredo Michahelles); i carnevali veneziani di Romeo Costetti; le vedute orientaliste di Mario Bacchelli, estimatore della temperie cubista e quindi collaboratore, insieme al più noto fratello Riccardo, de “La Ronda”, “Primato” e “Valori Plastici”; infine il retour Belle Epoque di Francesco Cangiullo, uno dei numerosi futuristi a condividere con Cagianelli la stagione delle serate marinettiane.
La terza sezione, dedicata ad Antonio Antony de Witt, critico delle arti, intende costituire un omaggio a questa intellettuale e versatile tempra di pittore, incisore, critico d’arte e scrittore che nel percorso espositivo è documentato con un raffinato corpus di 28 tecniche miste ideate in vista della collaborazione con la Richard Ginori.
A tali sezioni si aggiunge il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, percorso espositivo quest’ultimo aperto al pubblico su prenotazione, impreziosito da alcuni protagonisti della grafica italiana quali Giulio Aristide Sartorio con il notissimo esemplare acquafortistico di Lotta Regale (1900 ca.); Duilio Cambellotti, con quattro inedite tecniche miste; Adolfo De Carolis con il caposaldo neorinascimentale de L’Angelo (1903); Benvenuto Disertori con numerose xilografie tra cui Roma. Veduta del Monte Capitolino dagli Orti Farnesiani (1920), Allegoria del Pianeta Venere (1924) e Pianeta Giove (1924); ma soprattutto quel Virgilio Marchi che con Allegoria di Flora testimonia la sua inventiva grafica all’epoca del coinvolgimento nelle serate marinettiane.
Veniamo dunque al presente volume, frutto di decisioni problematiche, ma necessarie all’evoluzione della storiografia relativa alla personalità di Enrico Cagianelli. Nonostante il mancato reperimento di finanziamenti per la monografia, oggi il “Centro Cagianelli per il ‘900” si impegna in una tiratura limitata di un volume documentario dedicato allo scultore, anticipatore della monografia ragionata: tiratura che resterà come testimonianza bibliografica ad esclusivo appannaggio del Centro Cagianelli per il ‘900 e di quelle istituzioni che si iscriveranno quali Soci sottoscrittori della stessa monografia.
Tale volume costituirà uno strumento di commemorazione dell’80° della scomparsa dello scultore e, al contempo, un atto di partecipazione alle onoranze della prima guerra mondiale.
Il Centro Cagianelli per il ‘900 si impegna poi, come si è detto, a una prossima tiratura limitata relativa a una collazione di memorie familiari, testimonianze rare e autorevoli, in quanto suffragate da relazioni, retaggi, e soprattutto frammenti di saghe familiari e storiche spesso intersecate con le vicende della prima e della seconda guerra mondiale.
Tutti gli ulteriori dettagli storici e documentari destinati a chiarire la brevissima ma intensa carriera di Enrico Cagianelli confluiranno nella monografia ragionata di prossima pubblicazione.
In qualità di erede dell’artista e di Presidente del Centro Cagianelli per il ‘900 ritengo doveroso procedere nell’impegno di valorizzazione e promozione dell’artista, coinvolgendo, secondo quanto stabilito statutariamente, istituzioni pubbliche e private intitolate alla promozione del Novecento Italiano.

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Coronato un sogno ventennale: va in stampa il primo volume documentario su Enrico Cagianelli

di Francesca Cagianelli

Nel 2000, data che non posso non ricordare come quella del mio matrimonio, decisi di intitolare a Enrico Cagianelli, mio prozio, l’impegno professionale della Tesi di Specializzazione in Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea all’Università degli Studi di Genova, finalizzando le mie pluriennali ricerche documentarie a un obiettivo altamente scientifico.
Una scelta esistenziale, certamente, oltre che professionale, visto che la prima persona con cui condivisi questo progetto fu mio padre, Mario Augusto Cagianelli, la cui statura umana e professionale mi ha sostenuto e mi sosterrà nel prosieguo della mia attività.
Non invano, in quanto le dichiarazioni di mio padre mi hanno consentito la straordinaria acquisizione al corpus espressivo di Enrico Cagianelli del monumentale ciclo decorativo intitolato al Milite Ignoto nella Basilica di San Domenico di Perugia, sul quale un tourbillon attribuzionistico rischiava di far deragliare il corso peraltro autorevole della storia dell’arte del Novecento umbro.
Primo compito da assolvere è stato quello di radiare anche l’ombra dell’intento apologetico, o delle scorie celebrative, riportando in luce la complessa e versatile, quanto, ahimè, breve, carriera artistica dello scultore, senza che mai la commozione personale potesse contaminare l’acquisizione scientifica.
Di contro a difficoltà logistiche, inadempienze istituzionali, veti amministrativi, che comunque non hanno potuto rallentare la mia indagine scientifica negli Archivi del territorio umbro, da Gubbio a Cannara, da Marsciano a Monte Castello di Vibio, ecco che molti generosi custodi della tradizione locale mi hanno sostenuto con senso di responsabilità civica, ma soprattutto con spirito collaborativo.
Nonostante il mancato reperimento di finanziamenti per la monografia ragionata, oggi il “Centro Cagianelli per il 900” si impegna in una tiratura limitata di un volume documentario dedicato a Enrico Cagianelli, anticipatore della stessa monografia.
Tale volume costituirà uno strumento di commemorazione dell’80° della scomparsa dello scultore e, al contempo, un atto di partecipazione alle onoranze della prima guerra mondiale.

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