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Al via la sottoscrizione del Centro Cagianelli per il ‘900: in uscita la prima monografia del grande scultore umbro

A partire dalla sua data di costituzione, il 30 settembre 2015, il “Centro Cagianelli per il ‘900”, ispirato, per esplicita volontà del suo Presidente, Francesca Cagianelli, alla statura professionale e umana di Mario Augusto Cagianelli, (Perugia, 1928-Pisa, 2014), ha perseguito l’obiettivo di ideare e promuovere ricerche, conferenze, progetti didattici, iniziative espositive, finalizzati alla valorizzazione dell’opera dello scultore Enrico Cagianelli (Perugia, 1886-Gubbio, 1938) e più in generale della pittura, scultura, grafica, architettura, fotografia, letteratura, poesia e musica dell’Italia tra le due guerre.
Sovrintendono quindi moralmente l’Associazione Culturale tanto Mario Augusto, zio di quest’ultimo, dapprima Primario della Divisione Lungodegenti dell’Ospedale di Pontedera e quindi, dal 1972 al 1996, Primario di ruolo della Divisione di Medicina Interna I° dello stesso Ospedale, autore tra l’altro di 123 lavori scientifici riguardanti svariati argomenti di fisiopatologia, clinica e terapia, pubblicati su riviste italiane e straniere, quanto Giuseppe Cagianelli (Perugia, 1890 – Pisa, 1965), fratello dello scultore, avviato alla carriera militare nel 1911 con il grado di sottotenente di fanteria in Libia, inviato quindi al fronte con il grado di capitano durante la prima guerra mondiale, premiato con medaglia d’argento al valor militare per gli atti compiuti durante la ritirata di Caporetto, promosso tenente colonnello per la zona militare di Perugia nel 1934, e quindi nominato generale di brigata nel 1942 presso il comando del 1° distretto militare di Roma.
Tra i principali obiettivi dell’Associazione si pone la costituzione di una Biblioteca, di una Videoteca e di un Archivio Fotografico e documentario relativi a Enrico Cagianelli, nonchè la catalogazione della sua opera scultorea e grafica, per poi procedere alla realizzazione di imprese editoriali e supporti digitali funzionali alla divulgazione e promozione dell’artista presso le istituzioni culturali pubbliche e private tanto toscane, quanto umbre.
Contestualmente il “Centro Cagianelli per il 900” promuove forum ed eventi relativi al contesto storico e artistico tra le due guerre e più in generale agli artisti dimenticati del Novecento Italiano ed Europeo, istituendo collaborazioni con Enti Locali, Fondazioni, Istituzioni, Associazioni e Archivi di analoga vocazione culturale.
L’ambizione principale della Presidente è stata costantemente quella di reintegrare la personalità dello scultore umbro in un più ampio e trasversale tessuto di relazioni storiche e suggestioni figurative che possa costituire un proficuo esercizio di filologica ricostruzione del complesso e ancora in parte oscuro panorama del Novecento.
A tale scopo il nucleo di opere di Enrico Cagianelli, costituito da due pannelli lignei applicati su un antico cassone, raffiguranti la Caccia al cinghiale (1924-1926), il bassorilievo in gesso Madonna col bambino (1930-1932), i tre personaggi in gesso policromo, Suonatore di fisarmonica, Viandante, Pastore (1930-1934), una testa in gesso del Cristo (1934-1936), figura inserito al centro di un percorso espositivo permanente costituito da sezioni paradigmatiche dedicate ad alcune personalità della pittura italiana tra le due guerre.
La pima sezione, Dal simbolismo al divisionismo, inaugurata dal monumentale bozzetto di Duilio Cambellotti per Farinata degli Uberti, destinato al Concorso Alinari di Firenze del 1900, vede trionfare l’inedita personalità di Raul Viviani, rappresentato da opere emblematiche della sua articolata carriera divisionista, accanto a quella di Benvenuto Benvenuti presente con Cattedrale di Gardelagen, realizzato durante la prigionia nel corso della prima guerra mondiale.
La seconda sezione, intitolata Gli Italiani di Parigi, vede tra gli altri la presenza di due significativi protagonisti dell’incisione a colori, da una parte Lionello Balestrieri, uno dei più colti interpreti della bohème parigina, tra miti Belle Epoque e immaginario wagneriano, coinvolto negli anni Venti nella temperie futurista, dall’altra Alfredo Müller, attratto all’epoca dei suoi ripetuti soggiorni in Francia dapprima dall’avanguardia pointilliste e quindi dal verbo cézanniano; a latere gli intermezzi teatrali di RAM (Ruggero Alfredo Michahelles); i carnevali veneziani di Romeo Costetti; le vedute orientaliste di Mario Bacchelli, estimatore della temperie cubista e quindi collaboratore, insieme al più noto fratello Riccardo, de “La Ronda”, “Primato” e “Valori Plastici”; infine il retour Belle Epoque di Francesco Cangiullo, uno dei numerosi futuristi a condividere con Cagianelli la stagione delle serate marinettiane.
La terza sezione, dedicata ad Antonio Antony de Witt, critico delle arti, intende costituire un omaggio a questa intellettuale e versatile tempra di pittore, incisore, critico d’arte e scrittore che nel percorso espositivo è documentato con un raffinato corpus di 28 tecniche miste ideate in vista della collaborazione con la Richard Ginori.
A tali sezioni si aggiunge il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, percorso espositivo quest’ultimo aperto al pubblico su prenotazione, impreziosito da alcuni protagonisti della grafica italiana quali Giulio Aristide Sartorio con il notissimo esemplare acquafortistico di Lotta Regale (1900 ca.); Duilio Cambellotti, con quattro inedite tecniche miste; Adolfo De Carolis con il caposaldo neorinascimentale de L’Angelo (1903); Benvenuto Disertori con numerose xilografie tra cui Roma. Veduta del Monte Capitolino dagli Orti Farnesiani (1920), Allegoria del Pianeta Venere (1924) e Pianeta Giove (1924); ma soprattutto quel Virgilio Marchi che con Allegoria di Flora testimonia la sua inventiva grafica all’epoca del coinvolgimento nelle serate marinettiane.
Veniamo dunque al presente volume, frutto di decisioni problematiche, ma necessarie all’evoluzione della storiografia relativa alla personalità di Enrico Cagianelli. Nonostante il mancato reperimento di finanziamenti per la monografia, oggi il “Centro Cagianelli per il ‘900” si impegna in una tiratura limitata di un volume documentario dedicato allo scultore, anticipatore della monografia ragionata: tiratura che resterà come testimonianza bibliografica ad esclusivo appannaggio del Centro Cagianelli per il ‘900 e di quelle istituzioni che si iscriveranno quali Soci sottoscrittori della stessa monografia.
Tale volume costituirà uno strumento di commemorazione dell’80° della scomparsa dello scultore e, al contempo, un atto di partecipazione alle onoranze della prima guerra mondiale.
Il Centro Cagianelli per il ‘900 si impegna poi, come si è detto, a una prossima tiratura limitata relativa a una collazione di memorie familiari, testimonianze rare e autorevoli, in quanto suffragate da relazioni, retaggi, e soprattutto frammenti di saghe familiari e storiche spesso intersecate con le vicende della prima e della seconda guerra mondiale.
Tutti gli ulteriori dettagli storici e documentari destinati a chiarire la brevissima ma intensa carriera di Enrico Cagianelli confluiranno nella monografia ragionata di prossima pubblicazione.
In qualità di erede dell’artista e di Presidente del Centro Cagianelli per il ‘900 ritengo doveroso procedere nell’impegno di valorizzazione e promozione dell’artista, coinvolgendo, secondo quanto stabilito statutariamente, istituzioni pubbliche e private intitolate alla promozione del Novecento Italiano.

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Coronato un sogno ventennale: va in stampa il primo volume documentario su Enrico Cagianelli

di Francesca Cagianelli

Nel 2000, data che non posso non ricordare come quella del mio matrimonio, decisi di intitolare a Enrico Cagianelli, mio prozio, l’impegno professionale della Tesi di Specializzazione in Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea all’Università degli Studi di Genova, finalizzando le mie pluriennali ricerche documentarie a un obiettivo altamente scientifico.
Una scelta esistenziale, certamente, oltre che professionale, visto che la prima persona con cui condivisi questo progetto fu mio padre, Mario Augusto Cagianelli, la cui statura umana e professionale mi ha sostenuto e mi sosterrà nel prosieguo della mia attività.
Non invano, in quanto le dichiarazioni di mio padre mi hanno consentito la straordinaria acquisizione al corpus espressivo di Enrico Cagianelli del monumentale ciclo decorativo intitolato al Milite Ignoto nella Basilica di San Domenico di Perugia, sul quale un tourbillon attribuzionistico rischiava di far deragliare il corso peraltro autorevole della storia dell’arte del Novecento umbro.
Primo compito da assolvere è stato quello di radiare anche l’ombra dell’intento apologetico, o delle scorie celebrative, riportando in luce la complessa e versatile, quanto, ahimè, breve, carriera artistica dello scultore, senza che mai la commozione personale potesse contaminare l’acquisizione scientifica.
Di contro a difficoltà logistiche, inadempienze istituzionali, veti amministrativi, che comunque non hanno potuto rallentare la mia indagine scientifica negli Archivi del territorio umbro, da Gubbio a Cannara, da Marsciano a Monte Castello di Vibio, ecco che molti generosi custodi della tradizione locale mi hanno sostenuto con senso di responsabilità civica, ma soprattutto con spirito collaborativo.
Nonostante il mancato reperimento di finanziamenti per la monografia ragionata, oggi il “Centro Cagianelli per il 900” si impegna in una tiratura limitata di un volume documentario dedicato a Enrico Cagianelli, anticipatore della stessa monografia.
Tale volume costituirà uno strumento di commemorazione dell’80° della scomparsa dello scultore e, al contempo, un atto di partecipazione alle onoranze della prima guerra mondiale.

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Gli inediti di Enrico Cagianelli

Comunicato stampa © Centro Cagianelli per il ‘900

La famiglia Cagianelli e il “Centro Cagianelli per il ‘900” comunicano congiuntamente la loro gioia nel dare la notizia di un’importante acquisizione artistica: il ciclo decorativo del Convento di San Domenico, recentemente proiettato al centro di un serrato dibattito circa l’effettiva attribuzione, è opera dello scultore e disegnatore Enrico Cagianelli (Perugia, 1886-Gubbio, 1938).
Tale scoperta è stata resa possibile da una dichiarazione di mio padre, Mario Augusto Cagianelli, figlio di Giuseppe Cagianelli, fratello dello scultore, dichiarazione a me rilasciata e da me pubblicata nel 2002 in occasione della tesi di specializzazione in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli Studi di Genova, dal titolo Scultura e grafica di Enrico Cagianelli “esteta aristocratico e sommamente lirico”: Tra Futurismo e Novecento, sostenuta con il Prof. Franco Sborgi.
Queste le preziose parole consegnatemi da mio padre: “Diverse sono le opere ancora non reperibili nell’ambito dell’attività artistica di Enrico Cagianelli, ma tramandate in seno alla famiglia di quest’ultimo: un Fregio in pietra raffigurante Pastori; la Commemorazione delle battaglie garibaldine, situata all’ingresso del 51° Reggimento Fanteria di stanza a Perugia, ora sede del Museo Etrusco, un Crocifisso per la Casa Colonica del Podere di Ciliano Casamanza, Ponte Rio (Perugia)”.
Grazie a tale testimonianza cade il velo sulla fucina attribuzionistica proliferata intorno a tali decorazioni pittoriche, secondo quanto riassunto da Alessandro Campi nell’articolo: Perugia, l’affresco era in dispensa, dove le diverse ipotesi formulate da studiosi e specialisti oscillano nell’ambito di uno spettro assai dilatato, da Vittorio Sgarbi che propone Romano Dazzi, fino a Marco Pizzo, direttore del Museo del Risorgimento di Roma, che suggerisce nomi quali Savino Labò, Giulio Marchetti, Augusto Colombo.
La conclusione cui addiviene lo stesso Campi, ovvero che “tra i pittori di guerra sinora compulsati, tra cataloghi e raccolte fotografiche, non se ne è trovato nessuno il cui nome possa risultare realmente attendibile”, cede ora il passo non al gioco attribuzionistico, ma alla filologica certezza del ritrovamento di un vero e proprio inedito di Enrico Cagianelli, secondo quanto riportato nell’articolo a firma di Alessandro Campi e di Padre Alberto Viganò apparso sulle pagine de “Il Messaggero” del 14 marzo 2018.
Proprio a Padre AlbertoViganò, anche in nome della sua raffinata e sensibile vocazione artistica, ho consegnato il segreto delle parole di mio padre, certa che sarebbero state mirabilmente utilizzate.
Così è stato e ci uniamo agli auspici di quest’ultimo affinchè queste emblematiche commemorazioni della prima guerra mondiale possano raccogliere l’attenzione delle istituzioni umbre.
Più tardi, dopo aver ascoltato con attenzione e serenità i pronunciamenti dei principali addetti ai lavori coinvolti in tale vicenda attribuzionistica, ci pronunceremo sulle ragioni scientifiche dell’asserita paternità di Cagianelli.
Non potrebbe intanto esservi occasione più augurale nella quale annunciare che la produzione scultorea e grafica di Enrico Cagianelli, ancora sconosciuta al grande pubblico e agli addetti ai lavori, sarà resa nota con la pubblicazione della monografia di Francesca Cagianelli, la cui presentazione è prevista in data 24 settembre 2018, in occasione dell’80° dalla morte e dell’anniversario della prima guerra mondiale, presso la sede del “Centro Cagianelli per il ‘900”.

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2017-2018: la cultura nel cuore

Come d’obbligo, personalmente, statutariamente, e fors’anche in una dimensione di riflessione sociologica, il bilancio 2017, che imporrebbe lamentazioni ideali e spettri di disavanzo economico, ci sprona invece positivamente a un sempre più decisivo impegno e ad aspettative progressivamente orientate.
Laddove sembra infatti, soprattutto in sede culturale, trionfare il piccolo cabotaggio e dilagare il basso profilo, eventi ed idee recentemente messi in campo dalla nostra Associazione, “Archivi e Eventi”, ma, non ultimo, a titolo personale, sono risultati vincenti in termini di gradimento trasversale.
Parliamo innanzitutto di arte e didattica, un binomio strategico che la nostra Associazione, “Archivi e Eventi”, ha da sempre coniugato egregiamente per rendere attrattivo e trasversale anche il prodotto culturale di più eccellente qualità, grazie anche alla collaborazione con istituzioni culturali qualificate, prima tra tutte Fondazione Livorno Arte e Cultura e Provincia di Livorno.
Ma è soprattutto quella dialettica tra centro e periferia, unica via di fuga dall’autismo culturale, che ci ha primariamente motivato ed emozionalmente ispirato in ogni più dettagliata azione personale e associazionistica, che segna la differenza!
Personaggi, sodalizi artistici, movimenti estetici, al centro della nostra più approfondita indagine scientifica e prediletti nell’orbita delle nostre strategie promozionali, sono non a caso insorti all’attenzione della comunità scientifica nazionale: valga per tutti il caso di alcuni astri del divisionismo livornese quali Benvenuto Benvenuti e Adriano Baracchini-Caputi, proiettati in un contesto di assoluto internazionalismo quale il Salon dei Divisionisti Italiani di Parigi del 1906, grazie alla collaborazione instaurata da Francesca Cagianelli e Dario Matteoni con Palazzo Ducale di Genova, in occasione della mostra “Rubaldo Merello. Tra divisionismo e Simbolismo. Segantini, Previati, Nomellini, Pellizza”.
Solo un piccolo esempio per testim0niare le più ampie possibilità strategiche per la rivalutazione delle eccellenze culturali dei nostri territori, cui la nostra ambizione tenterà ancora una volta di contribuire in termini determinanti nel 2018.
Anche e soprattutto con il “Centro Cagianelli per il ‘900”, un motore di strategie e di indirizzi talmente innovativo da attrarre, nel giro di poco più di due anni, l’attenzione delle migliori istituzioni culturali, a partire dalla Wolfson Collection di Genova.
Intensificare la ricerca e moltiplicare il raggio dei contatti istituzionali deve finalmente restare il migliore augurio per un’offerta culturale che da parte nostra non mancherà di stupire.

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