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Si inaugura il Gabinetto Disegni e Stampe al Centro Cagianelli per il 900

A partire da venerdì 15 giugno 2018, ore 17.00, il “Centro Cagianelli per il ‘900” propone un percorso selezionato e scientificamente articolato di opere disegnative e incisorie, ideato da Francesca Cagianelli e destinato a costituire il “Gabinetto dei Disegni e delle Stampe”, ubicato nella sede legale dell’Associazione culturale pisana.
Il nucleo grafico più consistente coincide senz’altro con un ampio ventaglio di incisioni a colori firmate dai più illustri Toscani di Parigi, ovvero Lionello Balestrieri, presente con alcune acqueforti-acquetinte dedicate al ciclo wagneriano e al repertorio bohèmien in voga nella Parigi primonovecentesca, e Alfredo Müller, rappresentato da La Coquette, Le colin-maillard (1905), e Lady C. Myosotis (1902).
Tra i capisaldi della grafica nazionale sfilano Adolfo De Carolis con la raffinatissima xilografia L’Angelo (1904), Giulio Aristide Sartorio con lo splendido esemplare acquafortistico di Lotta Regale (1900 ca.); Duilio Cambellotti, con quattro inedite tecniche miste ascrivibili alla temperie creativa coincidente con l’impegno per il Teatro Greco di Siracusa, e il celebre disegno di Farinata degli Uberti ideato per il Concorso Alinari; Benvenuto Disertori con Allegoria del Pianeta Venere (1924), Pianeta Giove (1924) e Roma. Veduta del Monte Capitolino dagli Orti Farnesiani (1920), Ludovico Cavaleri con una böckliniana Chiesa di campagna (1916), Angelo Rossini con Veduta di Piazza San Marco (1915-1917), Emma Dessau Goitein, con un Filosofo denso di coltissimo pathos.
Dominano tuttavia quegli artisti toscani che tra Simbolismo, Futurismo, Secessione e Novecento si distinsero per una produzione disegnativa e grafica di eccellenza: è il caso di Benvenuto Benvenuti, Elisabeth Chaplin, Arturo Checchi, Francesco Chiappelli, Raul Dal Molin Ferenzona, Llewelyn Lloyd, Virgilio Marchi, Ruggero Alfredo Michahelles, Renato Natali, Osvaldo Peruzzi, Gino Carlo Sensani, Luigi Servolini. Ad Antonio Antony de Witt è dedicato l’intero corridoio del secondo piano, allestito con 28 straordinari bozzetti inediti per la Richard Ginori.
Sul fronte dell’incisione internazionale si distinguono Max Klinger con Malerische Zueignung (Dedica pittorica), Edgar Chahine con La danseuse de corde (1906) e Veggente (1908), Louis Abel-Truchet con Elegant dans un parc (1900 ca.).

Ingresso gratuito

vietato effettuare scatti e riprese fotografiche

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Gli inediti di Enrico Cagianelli

Comunicato stampa © Centro Cagianelli per il ‘900

La famiglia Cagianelli e il “Centro Cagianelli per il ‘900” comunicano congiuntamente la loro gioia nel dare la notizia di un’importante acquisizione artistica: il ciclo decorativo del Convento di San Domenico, recentemente proiettato al centro di un serrato dibattito circa l’effettiva attribuzione, è opera dello scultore e disegnatore Enrico Cagianelli (Perugia, 1886-Gubbio, 1938).
Tale scoperta è stata resa possibile da una dichiarazione di mio padre, Mario Augusto Cagianelli, figlio di Giuseppe Cagianelli, fratello dello scultore, dichiarazione a me rilasciata e da me pubblicata nel 2002 in occasione della tesi di specializzazione in Storia dell’Arte Contemporanea all’Università degli Studi di Genova, dal titolo Scultura e grafica di Enrico Cagianelli “esteta aristocratico e sommamente lirico”: Tra Futurismo e Novecento, sostenuta con il Prof. Franco Sborgi.
Queste le preziose parole consegnatemi da mio padre: “Diverse sono le opere ancora non reperibili nell’ambito dell’attività artistica di Enrico Cagianelli, ma tramandate in seno alla famiglia di quest’ultimo: un Fregio in pietra raffigurante Pastori; la Commemorazione delle battaglie garibaldine, situata all’ingresso del 51° Reggimento Fanteria di stanza a Perugia, ora sede del Museo Etrusco, un Crocifisso per la Casa Colonica del Podere di Ciliano Casamanza, Ponte Rio (Perugia)”.
Grazie a tale testimonianza cade il velo sulla fucina attribuzionistica proliferata intorno a tali decorazioni pittoriche, secondo quanto riassunto da Alessandro Campi nell’articolo: Perugia, l’affresco era in dispensa, dove le diverse ipotesi formulate da studiosi e specialisti oscillano nell’ambito di uno spettro assai dilatato, da Vittorio Sgarbi che propone Romano Dazzi, fino a Marco Pizzo, direttore del Museo del Risorgimento di Roma, che suggerisce nomi quali Savino Labò, Giulio Marchetti, Augusto Colombo.
La conclusione cui addiviene lo stesso Campi, ovvero che “tra i pittori di guerra sinora compulsati, tra cataloghi e raccolte fotografiche, non se ne è trovato nessuno il cui nome possa risultare realmente attendibile”, cede ora il passo non al gioco attribuzionistico, ma alla filologica certezza del ritrovamento di un vero e proprio inedito di Enrico Cagianelli, secondo quanto riportato nell’articolo a firma di Alessandro Campi e di Padre Alberto Viganò apparso sulle pagine de “Il Messaggero” del 14 marzo 2018.
Proprio a Padre AlbertoViganò, anche in nome della sua raffinata e sensibile vocazione artistica, ho consegnato il segreto delle parole di mio padre, certa che sarebbero state mirabilmente utilizzate.
Così è stato e ci uniamo agli auspici di quest’ultimo affinchè queste emblematiche commemorazioni della prima guerra mondiale possano raccogliere l’attenzione delle istituzioni umbre.
Più tardi, dopo aver ascoltato con attenzione e serenità i pronunciamenti dei principali addetti ai lavori coinvolti in tale vicenda attribuzionistica, ci pronunceremo sulle ragioni scientifiche dell’asserita paternità di Cagianelli.
Non potrebbe intanto esservi occasione più augurale nella quale annunciare che la produzione scultorea e grafica di Enrico Cagianelli, ancora sconosciuta al grande pubblico e agli addetti ai lavori, sarà resa nota con la pubblicazione della monografia di Francesca Cagianelli, la cui presentazione è prevista in data 24 settembre 2018, in occasione dell’80° dalla morte e dell’anniversario della prima guerra mondiale, presso la sede del “Centro Cagianelli per il ‘900”.

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Il Centro Cagianelli per il 900 celebra Cangiullo

Comunicato stampa
© Centro Cagianelli per il ‘900

Il Futurismo verso la Fiaba
Il repertorio proteiforme di Francesco Cangiullo
dal Teatro della sorpresa al Caffè Concerto

IN OCCASIONE DEL QUARANTENNALE DI FRANCESCO CANGIULLO

Conferenza interattiva
al ritmo della poesia audiovisiva di Francesco Cangiullo

promossa da Centro Cagianelli per il ‘900

in collaborazione con

ACCADEMIA DI BELLE ARTI ALMA ARTIS ACCADEMY, PISA

AMICI DEI MUSEI E DEI MONUMENTI PISANI

ARCHIVI JOIMO-TRASSINELLI

introduzione
Francesco Belais
Assessore Cultura, Turismo e grandi eventi del Comune di Livorno

coordinamento scientifico
Anna Maria Monteverdi
Ricercatore, docente di Culture digitali Alma Artis Accademy
montaggio audio a cura di
Lorenzo Magnozzi

CENTRO CAGIANELLI PER IL ‘900 – viale delle Cascine, n. 8 •Pisa

sabato 30 settembre 2017, ore 17.00

Seguirà cocktail

In occasione del quarantennale di Francesco Cangiullo (Napoli, 1884-Livorno, 1977), sabato 30 settembre 2017, alle ore 17.00 il Centro Cagianelli per il ‘900 (Pisa, viale delle Cascine, n. 8) ospita il 5° episodio del Calendario culturale “Vetrina del Novecento”, Il futurismo verso la fiaba. Il repertorio proteiforme di Francesco Cangiullo dal Teatro della sorpresa al Caffè Concerto, conferenza interattiva al ritmo della poesia audiovisiva di Francesco Cangiullo.
Promossa dal Centro Cagianelli per il ‘900, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Alma Artis Accademy, Pisa, gli Amici dei Musei e dei Monumenti Pisani, gli Archivi Joimo-Trassinelli, l’evento inaugurale, introdotto da Francesco Belais, Assessore Cultura, Turismo e grandi eventi del Comune di Livorno, si svolgerà con il coordinamento scientifico di Anna Maria Monteverdi, Ricercatore, docente di Culture digitali Alma Artis Accademy e il montaggio audio a cura di Lorenzo Magnozzi.
Quattro le opere di Francesco Cangiullo selezionate da Francesca Cagianelli, Presidente del Centro Cagianelli per il ‘900, per il percorso espositivo previsto a corredo dell’evento: Torri in piazza (1910 ca.), un’inedita tecnica mista riconducibile alla stagione dell’Alfabeto a sorpresa, cortesemente concessa da Francesco Pardi; due opere, anch’esse inedite, provenienti dagli Archivi Joimo-Trassinelli, ovvero il collage Auguri Tutto Natale (1975), e il dipinto Mehenaah! (1975 ca.), anch’esso arricchito da inserti a collage; infine la Passeggiata (1970-1975), testimonianza di quel sogno Belle Epoque riabilitato da Cangiullo al termine della sua stagione futurista.
Personalità straordinariamente colta e proteiforme del primo Futurismo, Cangiullo, reclama ancora un’organica rivisitazione, soprattutto con riferimento alla violenta cesura tra la militanza marinettiana e la stagione labronica all’insegna di un impossibile, quanto provocatorio, revival in stile Belle Epoque.
Dalle Cocottesche (1912), impreziosite dalla prefazione di Aldo Palazzeschi e dalle lettere di Filippo Tommaso Marinetti, a Piedigrotta: parole in libertà (1916), corredato dal Manifesto sulla declamazione dinamica sinottica di Marinetti, da Caffè Concerto: alfabeto a sorpresa (1919), fulminante combinazione tra acrobazie tipografiche e avanspettacolo, a Poesia pentagrammata (1923), capolavoro del ‘rumorismo’ futurista, la funambolica creatività di Cangiullo percorre tutti i registri più estremi del movimento marinettiano, senza neppure escludere il divertissement erotico.
Nel 1956, tramite una sorta di performance polemica, Cangiullo decide di disperdere le testimonianze di un’intera carriera esistenziale e artistica e, durante una mostra alla Galleria Blu di Prussia di Napoli, mette in vendita quadri e documenti: è l’addio al passato, ancora una volta in stile futurista.
Il soggiorno labronico all’Hotel Palazzo coincide con un epilogo di sapore teatrale, dove la belle Epoque rivive come una fiaba.

Con l’evento inaugurale, L’estasi della fede o la violenza delle passioni? Un capolavoro ritrovato dell’iconografia dantesca. Henry de Groux nella Toscana di Soffici, conversazione condotta da Francesca Cagianelli, Presidente del “Centro Cagianelli per il 900”, con Michele Feo, già ordinario di Filologia Medioevale e Umanistica all’Università degli Studi di Firenze, il “Centro Cagianelli per il 900” ha inaugurato nel 2016 un prestigioso calendario scientifico di rilevanza nazionale dal titolo “Vetrina del 900”.
Alla seconda puntata, La Belle Epoque di Lionello Balestrieri tra wagnerismo, fêtes galantes e miti del progresso, conversazione con Andrea Muzzi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, condotta da Francesca Cagianelli il 25 novembre 2016, è seguita una terza puntata, In volo con Gabriele D’Annunzio. Tutte le arti del Vittoriale, conferenza di Dario Matteoni, storico dell’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti “Alma Artis Accademy”, Pisa, tenutasi il 1 aprile 2017.
Recentemente il Centro Cagianelli per il ‘900 ha ospitato la quarta puntata della “Vetrina del 900”, presieduta da Matteo Fochessati, curatore della Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova, il relatore della conferenza Duilio Cambellotti e la nostalgia dell’antico, promossa dal “Centro Cagianelli per il 900” in collaborazione con Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova e gli Amici dei Musei e Monumenti Pisani.

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Inediti di Cambellotti in anteprima al Centro Cagianelli per il 900

Duilio Cambellotti
e la nostalgia dell’antico

Conferenza di Matteo Fochessati
Curatore della Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova

promossa da
Centro Cagianelli per il 900

in collaborazione con
Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova e Amici dei Musei e Monumenti Pisani

con l’occasione sarà presentato l’evento

Quattro inediti di Duilio Cambellotti
in anteprima al Centro Cagianelli per il 900
Cronaca di un’acquisizione
per la storia dell’arte del XX secolo

Con l’evento inaugurale, L’estasi della fede o la violenza delle passioni? Un capolavoro ritrovato dell’iconografia dantesca. Henry de Groux nella Toscana di Soffici, conversazione condotta da Francesca Cagianelli, Presidente del “Centro Cagianelli per il 900” con Michele Feo, già ordinario di Filologia Medioevale e Umanistica all’Università degli Studi di Firenze, il “Centro Cagianelli per il 900” ha inaugurato nel 2016 un prestigioso calendario scientifico di rilevanza nazionale dal titolo “Vetrina del 900”.
Alla seconda puntata, La Belle Epoque di Lionello Balestrieri tra wagnerismo, fêtes galantes e miti del progresso, conversazione con Andrea Muzzi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, condotta da Francesca Cagianelli il 25 novembre 2016, è seguita una terza puntata, In volo con Gabriele D’Annunzio. Tutte le arti del Vittoriale, conferenza di Dario Matteoni, storico dell’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti “Alma Artis Accademy”, Pisa, tenutasi il 1 aprile 2017.

Sabato 10 giugno 2017, ore 17.00, andrà in onda al “Centro Cagianelli per il 900”, la quarta puntata della “Vetrina del 900”: sarà Matteo Fochessati, curatore della Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova, il relatore della conferenza Duilio Cambellotti e la nostalgia dell’antico, promossa dal “Centro Cagianelli per il 900” in collaborazione con Wolfsoniana – Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova e gli Amici dei Musei e Monumenti Pisani.
Si tratta di una vera e propria conferenza-mostra, che coinciderà tra l’altro con la presentazione al pubblico dell’evento: Quattro inediti di Duilio Cambellotti in anteprima al Centro Cagianelli per il 900. Cronaca di un’acquisizione per la storia dell’arte del XX secolo.
Proprio per la sua inclinazione poliedrica, declinata in molteplici versanti espressivi, Cambellotti costituisce un punto di eccellenza per il “Centro Cagianelli per 900”, impegnato nella promozione di personalità artistiche del Novecento italiano distintesi, come del resto Enrico Cagianelli, per una produzione non esclusivamente pittorica e per un pervasivo slancio antiverista.
Sarà l’occasione quindi per decifrare la cruciale problematica dell’antico nell’ambito della geniale espressività plastica, grafica, decorativa e scenografica, di Duilio Cambellotti.
In tutta l’opera di Cambellotti – come dimostrerà Fochessati – si ritrova infatti l’eco di una nostalgia per l’antico che trovò espressione, nel campo dell’illustrazione, negli espliciti richiami a un remoto immaginario medievale o orientaleggiante, nell’ambito delle arti decorative nel costante riferimento a un mondo arcaico identificato con le popolazioni, la flora e la fauna dell’Agro Romano e, infine, nella sua produzione di scenografo teatrale nel rimando al mondo classico, in particolare negli spettacoli realizzati per il teatro di Siracusa.
Questa tensione estetica non impedì tuttavia a Cambellotti di sperimentare modelli linguistici corrispondenti – è il caso di opere come Il buttero o il gesso Cavalli della palude pontina del 1911 – evidenti tangenze con la poetica futurista. E d’altronde Umberto Boccioni ebbe un’alta considerazione dell’opera di Cambellotti che a lungo intrattenne una stretta collaborazione artistica con Giacomo Balla.

Conservatore della Wolfsoniana di Genova, di cui ha curato mostre e allestimento museale, dal 2004 ricopre l’incarico di professore a contratto per l’insegnamento di Teoria e storia del design presso la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova. Dal 2005 tiene anche un insegnamento di arte contemporanea per il Genoa School of Architecture Program – Florida International University.
Corrispondente dal 1997 de “Il Giornale dell’Arte”, ha curato numerose mostre in Italia e all’estero ed è stato tra gli altri autore dei volumi La voce del mondo. L’immagine della radio in Italia tra le due guerre (1992) e Art Nouveau tra modernismo e nazionalismo romantico (2012).

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