Archivi tag: comune di livorno

C come CAPPIELLO / C come COINCIDENZE

di Francesca Cagianelli

Leggo su internet il comunicato diffuso dal Comune di Livorno, in merito all’imminente mostra dal titolo “Réclame. Leonetto Cappiello e le stagioni della grafica pubblicitaria a Livorno”, prevista a metà dicembre a Villa Fabbricotti, di cui riportiamo uno stralcio del peraltro breve comunicato:

“Rèclame. Leonetto Cappiello e le stagioni della grafica pubblicitaria a Livorno” è il titolo della mostra che dal 15 dicembre potrà essere visitata nella Biblioteca Labronica di Villa Fabbricotti fino al 17 febbraio (…). L’esposizione, curata da Antonella Capitanio, è un omaggio alla grafica pubblicitaria degli inizi del Novecento. Saranno esposti gli storici manifesti di Cappiello, gli album di caricature e materiali d’uso comune come i menù di sala per i ristoranti. Ci saranno anche i lavori realizzati da Vittorio Corcos, Plinio Nomellini, Renato Natali e Osvaldo Peruzzi. A Cappiello, protagonista per decenni del manifesto pubblicitario, è stato dedicato, nel 1961, un monumento celebrativo in piazza Aldo Moro in zona Fabbricotti. Il Comune di Livorno e Itinera Progetti, con la collaborazione della Fondazione Livorno, hanno reso possibile la realizzazione della mostra”.

Curiosamente, pochi mesi addietro, in occasione della Procedura Selettiva a tempo determinato, bandita dal Comune di Livorno per Direttore scientifico dei Musei di Livorno, presentavo, nell’ambito dell’ipotesi gestionale richiesta dallo stesso Comune, un progetto su Cappiello e la grafica pubblicitaria. Di seguito il paragrafo ad esso dedicato:

“Altro capitolo fondamentale della dinamicizzazione del percorso espositivo del Museo della Città nel rapporto con il Museo di Villa Mimbelli riguarda la personalità internazionale di Leonetto Cappiello declinato come un capitolo della Belle Epoque e da approfondire attraverso itinerari espositivi costruiti intorno al tema della grafica internazionale, dell’affiche pubblicitario e dell’illustrazione libraria”.

Tenendo conto che la Curatrice della mostra promossa dal Comune di Livorno, Antonella Capitanio, e il Presidente di Commissione della procedura selettiva bandita dal Comune, sono la stessa persona, comprendo con estrema difficoltà come la stessa Capitanio abbia potuto ritenere “NON IDONEA” la mia ipotesi gestionale.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Ecco tutte le ragioni del mio ricorso al TAR: dalla procedura ai titoli

comunicato stampa

Al Tribunale amministrativo della Toscana Francesca Cagianelli, con gli Avv.ti Lucia Casale e Elena Pagni, ha presentato un ricorso, notificato il 19 settembre, per chiedere l’annullamento della selezione indetta dal Comune di Livorno ex art. 110, comma 2, Testo unico Enti Locali che nel corrente mese ha portato alla nomina del nuovo Direttore scientifico dei musei civici di Livorno.

La ricorrente è stata esclusa dopo il colloquio tecnico con la Commissione valutatrice.

La procedura, nel suo concreto dispiegarsi, secondo i difensori, è illegittima sotto molteplici aspetti, tutti motivati nel ricorso, tra i quali balza subito agli occhi la violazione dell’art. 51 Statuto dell’Ente, che prevede l’obbligo del concorso pubblico per la selezione del personale da assumere a tempo per la copertura degli incarichi di alta specializzazione come il presente.

Ciò che sorprende è che, malgrado lo stesso Comune nella delibera di Giunta che precede la pubblicazione dell’avviso di selezione abbia espressamente previsto la indizione di una procedura concorsuale, da fondarsi su criteri di scelta precisi e puntuali “che escludano spazi di apprezzamento discrezionale” e che al contempo assicurino che “la scelta da parte del Sindaco non avvenga sulla base del rapporto fiduciario” (cfr. pag. 23 Deliberazione 224 cit. doc.2), abbia poi, incomprensibilmente, avviato una procedura non concorsuale, dapprima affidando la scelta di scremare la rosa dei candidati ad una Commissione presieduta dallo stesso Capo di Gabinetto del Sindaco, e poi rimettendo la scelta finale al medesimo Sindaco dopo un colloquio a porte chiuse.

La ricorrente ritiene, quindi, di essere stata ingiustamente esclusa dalla procedura, in quanto giudicata sulla base di una valutazione del tutto generica e inconsistente, sganciata da precisi e chiari criteri di valutazione.

L’ammissione dei candidati è, infatti, avvenuta in modo del tutto generico e indifferenziato: il giudizio espresso su ciascuno dei candidati è sorprendentemente identico (“dal curriculum emerge il possesso dei titoli culturali e delle esperienze professionali nelle materie attinenti l’avviso di selezione che consente di ammettere il candidato al colloquio finalizzato ad una valutazione finale e globale”), senza alcuna valutazione specifica delle esperienze culturali e professionali allegate e documentate da ciascun candidato.

Quanto al giudizio espresso dalla Commissione all’esito del colloquio tecnico, oltre a riflettere la carenza di precisi criteri di valutazione, si dimostra clamorosamente non uniforme: taluni candidati (tra cui la Sig.ra Cagianelli) hanno ricevuto valutazioni generiche e astratte; altri, invece, giudizi puntuali e valutazioni approfondite anche in relazione ai progetti allegati alle domande sebbene l’elaborato scritto non fosse stato indicato come materia di esame.

Ciò che è parso, inoltre, molto singolare, e ha quindi alimentato i sospetti della ricorrente sulla regolarità di questa procedura, è stata la decisione assunta “in corsa” –dopo la pubblicazione dell’avviso di selezione – su precisa richiesta del Capo di Gabinetto del Sindaco – lo stesso che verrà nominato con successiva determina a presiedere la commissione di esame – di riaprire i termini della procedura al fine “di poter aggiungere tra le lauree accettabili anche quella in lettere”. Tale irrituale richiesta, cui è seguita la modifica dell’avviso di selezione con conseguente riapertura dei termini per la presentazione delle domande, oltre che discutibile sul piano dell’interesse pubblico, si scontra con la L.R.T n. 25.2.2010 n.21 art.10 e il relativo reg. attuazione 6.6.2011 22/r nonché con il D.M. 10.05.2011 (Ambito IV – personale), che al contrario prevedono, per l’accesso all’incarico in questione, un restringimento dei requisiti affinché, tenuto conto dell’alta specializzazione richiesta da tale profilo professionale, sia garantita la specificità della formazione e dell’esperienza professionale del futuro direttore.
Per giunta, a seguito di tale modifica dell’avviso di selezione, è casualmente risultato vincitrice un soggetto in possesso della sola Laurea in Lettere, che in origine non avrebbe nemmeno potuto partecipare.
Se solo fossero state correttamente comparate le domande di partecipazione, sarebbe emerso inconfutabilmente che la ricorrente era l’unica candidata a godere di una precedente esperienza come Conservatore di Pinacoteca Pubblica e ad avere centinaia alle spalle, 38 delle quali censite dalla Library of Congress (parametro internazionale di valutazione delle pubblicazioni rilevanti nel settore dell’arte). Diversamente, tra i candidati che le sono stati preferiti nessuno vanta una esperienza pluriennale di gestione museale né un numero così elevato di pubblicazioni (si rinvia, per una comparazione, allo schema in allegato).

La selezione indetta dal Comune per la individuazione della figura di alta professionalità di direttore scientifico dei musei della città è stata, quindi, impugnata in quanto dissimula una scelta fiduciaria del Sindaco, non controllabile a posteriori, e quindi ben lontana dai meccanismi oggettivi e trasparenti prescritti non solo dall’art. 35 Testo Unico Pubblico Impiego, al quale non deroga l’art. 110, comma 2, Testo Unico Enti Locali, ma anche, come visto, dalla stessa norma statutaria.

Inoltre, se solo si svolge un raffronto con procedure indette da altri Comuni per la scelta della figura professionale di direttore scientifico di museo, ai sensi dell’art. 110 richiamato, si può agevolmente riscontrare come al contrario sia di norma seguita una procedura oggettiva e comparativa, con la previa fissazione di punteggi da assegnare ai titoli e alle esperienze possedute dai candidati e la formazione di una graduatoria finale.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Oggi la notifica al Comune di Livorno

In data odierna i miei avvocati hanno notificato al Comune di Livorno e alla dottoressa Paola Tognon il mio ricorso al TAR per l’annullamento della procedura selettiva per Direttore Scientifico dei Musei di Livorno.
Qualunque possa essere l’esito ritengo, come professionista altamente specializzata, di dover esercitare sempre e comunque il mio diritto di tutela.

Francesca Cagianelli

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Concorsi e Procedure selettive…

di Francesca Cagianelli

Con riferimento alla procedura di selezione a tempo determinato per direttore scientifico dei Musei di Livorno avviata dall’Amministrazione Comunale livornese, ritengo di essere stata valutata sulla base di criteri discrezionali diversamente da quanto previsto dalla normativa e dalla giurisprudenza specifica.
Pertanto i miei legali hanno inoltrato agli uffici competenti del Comune di Livorno la domanda di accesso agli atti in vista della presentazione del ricorso d’urgenza.
Personalmente ritengo che tale ricorso sia una garanzia non solo per me, ma per tutti i candidati esclusi dalla selezione, convinta che l’istanza della trasparenza sia, nell’attualità, un dovere ancora prima che un diritto.
Nel corso della mia carriera professionale ho costantemente ribadito il criterio meritocratico come motore di sviluppo e di innovazione e mai come in questo momento ritengo che l’istanza di chiarezza sui criteri procedurali della selezione bandita dal Comune di Livorno sia da perseguire con serena determinazione.
Tale determinazione è sostenuta dalla consapevolezza di poter contribuire al processo di innovazione culturale e di innalzamento degli standard di cui necessitano le istituzioni museali livornesi, ma soprattutto dall’esperienza maturata, sia in sede locale che in sede nazionale, con 66 mostre, ideate e realizzate per Enti Pubblici livornesi e toscani, Istituzioni culturali e Fondazioni bancarie territoriali e nazionali, e infine Musei Nazionali quali la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze; 37 cataloghi a mia cura; 34 libri, editi taluni con editori nazionali e internazionali quali Olschki, Allemandi, Silvana, Polistampa, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali; 92 contributi scientifici tra saggi e articoli; 6 anni di incarico di curatrice scientifica per conto del Comune di Crespina; 6 anni di incarico di Conservatrice della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini per conto del Comune di Collesalvetti; 4 anni di incarico di curatrice scientifica per conto di Fondazione Cariparo: ovvero circa 16 anni di competenze scientifiche e curatoriali, di contro alle (almeno) 3 richieste dalla procedura selettiva del Comune di Livorno.
Inoltre, secondo quanto richiesto da tale procedura ho individuato un’ipotesi gestionale virtuosa dei Musei di Livorno dal titolo “Museo delle Invarianti e Museo che si rinnova”, e infine tre progetti da me ritenuti fondamentali – tutti visitabili sui miei social – in vista della direzione scientifica dei Musei di Livorno: progetti da me perseguiti non solo con professionalità e scrupolo scientifico, ma anche con autonomia di ideazione da una parte e managerialità e impegno promozionale dall’altra.
Progetti che investono il ‘900, dagli albori alla contemporaneità, progetti che parlano di Livorno ma al contempo abbracciano problematiche internazionali, progetti vincenti per la nostra città.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized