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Grande mostra a Palazzo Ducale

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Mostra di Rubaldo Merello a Palazzo Ducale

La mostra, curata da Matteo Fochessati e da Gianni Franzone, conservatori della Wolfsoniana, è organizzata da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
e promossa dal Comune di Genova e dalla Regione Liguria.
L’esposizione si avvale della collaborazione di un comitato scientifico, composto da:

Francesca Cagianelli, Maria Flora Giubilei, Dario Matteoni, Eleonora B. Nomellini, Elisabetta Papone, Caterina Olcese Spingardi, Sergio Rebora, Aurora Scotti, Giulio Sommariva, Alessandra Tiddia.

Genova – A oltre quarant’anni dalla Mostra di Rubaldo Merello che, curata nel 1970 da Gianfranco Bruno e Franco Sborgi, diede avvio alla rilettura dell’opera di uno tra i maggiori pittori liguri del Novecento, e a quasi trent’anni dall’esposizione che lo stesso Bruno organizzò prima all’Accademia Ligustica di Genova e poi al Palazzo della Permanente di Milano, Palazzo Ducale di Genova dedica dell’artista ligure un’ampia mostra in cui, tra le duecento opere selezionate, si presentano 65 suoi dipinti e circa 30 suoi disegni, accompagnati dalle principali testimonianze della sua attività plastica.

A contestualizzare la sua produzione artistica contribuiscono una decina di opere di Nomellini, cinque di Previati (tra cui Tramonto in Liguria, 1912, uno dei suoi capolavori liguri) e altrettante di Pellizza, oltre a dipinti di Giovanni Segantini, Vittore Grubicy, Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Galileo Chini (tra cui i suggestivi L’ora nostalgica sul Mé-Nam, 1912-1913 e Dove riposa Segantini, 1916), Guglielmo Lori, Benvenuto Benvenuti, Adriano Baracchini Caputi, Filiberto Minozzi, Guido Cinotti. Gli artisti liguri sono rappresentati da Giuseppe Sacheri, Eugenio Olivari, Antonio Discovolo, Domenico Guerello, Giuseppe Cominetti, Cornelio Geranzani, Alberto Helios Gagliardo e Sexto Canegallo.

La mostra è suddivisa in dodici sezioni: Grubicy e il mito di Segantini; Previati e il paesaggio ligure; Nomellini a Genova; Il mare di Nomellini; Pellizza da Volpedo. Verso il paesaggio interiore; Merello. L’ossessione del paesaggio; San Fruttuoso; Le forme dell’acqua; Merello scultore; Merello e il simbolismo; Oltre Merello.

Oltre a contare sul prestito di alcune fondamentali opere provenienti da musei e raccolte pubbliche (tra cui la Galleria d’Arte Moderna, le Raccolte Frugone, il Museo dell’Accademia Ligustica e la Wolfsoniana di Genova; la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; la Galleria d’Arte Moderna Paolo e Adele Giannoni di Novara; la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza; “Il Divisionismo”, Pinacoteca della Fondazione C.R. di Tortona; il Museo del Paesaggio di Verbania; la Fondazione Livorno), il percorso espositivo è supportato da importanti e, in alcuni casi, inediti prestiti privati.

L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Sagep che, oltre a documentare le opere esposte, propone una serie di approfondimenti sul percorso artistico di Merello e sulla cultura divisionista e simbolista in Italia tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento.

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SI PREPARA UN EVENTO ESCLUSIVO AL CENTRO CAGIANELLI PER IL 900

In volo con Gabriele D’Annunzio
Tutte le arti del Vittoriale

conferenza di Dario Matteoni
storico dell’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti
“Alma Artis Accademy”, Pisa

promossa da
Centro Cagianelli per il 900

in collaborazione con
Amici dei Musei e Monumenti Pisani

con l’occasione verrà esposta e commentata l’opera:
Fantasia colorata di Krimer (Cristoforo Mercati)

Centro Cagianelli per il 900 – Pisa
sabato 1 aprile 2017, ore 17.00

Per esigenze organizzative si prega di confermare
la partecipazione al numero 392.6025703
oppure all’indirizzo e-mail: francesca.cagianelli@fastwebnet.it

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DECOLLA ALMA ARTIS ACCADEMY

APERTE LE ISCRIZIONI ALL’ANNO ACCADEMICO 2016/2017Alma Artis, Accademia di Belle Arti di Pisa, apre ufficialmente le iscrizioni all’anno accademico 2016/2017 con due nuovi corsi della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte.

Lunedì 29 agosto 2016

L’Accademia di Belle Arti di Pisa Alma Artis Academy apre la campagna iscrizioni presentandosi con due nuovi corsi nell’ambito del Dipartimento di Progettazione e Arti Applicate, a cui fa capo la Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte.

Il corso Art and Digital Technologies forma artisti/designers in grado di esprimere e collocare la propria creatività nel mondo dell’informazione digitale, della multimedialità e del web. Il percorso formativo assicura un’adeguata conoscenza delle nuove tecnologie digitali e sviluppa specifiche competenze nei settori delle arti multimediali, delle arti performative, del video, della fotografia e del web.

Il secondo corso, Graphic and Multimedia Design, è rivolto verso una figura professionale in grado di organizzare e sviluppare i processi creativi necessari per realizzare quei prodotti visuali fondamentali nell’odierne politiche comunicative delle imprese. Il percorso formativo muove dalla conoscenza di campi fondamentali quali l’arte come produzione segnica, la fotografia e il copywriting, e sviluppa settori più applicativi quali le nuove tecnologie digitali ed interattive, la progettazione grafica ed audiovisiva e l’ideazione di spazi multimediali.

“La formazione di coloro che si avviano a lavorare nel settore della comunicazione, delle reti informatiche, dell’universo digitale deve necessariamente comprendere responsabilità sociale e culturale: quindi competenze professionali ma anche consapevolezza critica – spiega Dario Matteoni, Direttore di Alma Artis Academy – l’Accademia assume  come basi fondanti della propria concezione didattica le nuove esperienze conoscitive della scienza, della tecnica e della sperimentazione artistica, dell’estetica.”

La campagna iscrizioni all’anno accademico 2016/2017 è aperta e terminerà il 7 ottobre 2016. La propria candidatura può essere inviata dal sito http://www.almaartis.it o contattando direttamente il Direttore dell’Accademia Prof. Dario Matteoni allo 050 2200713.

 

Per maggiori informazioni:

Alma Artis Academy

Palazzo Quaratesi

Via Santa Maria, 25  – 56126 Pisa

Tel. 050 2200713

http://www.almaartis.it  info@almaartis.it

Dir. Dario Matteoni, dario.matteoni@almaartis.it

 

Comunicato stampa di: Alessio Pesenti – Responsabile Comunicazione Alma Artis Academy

pesenti@almaartis.it – mob. 331 2625057

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Istituzioni, Collezionismo, Associazioni, Regione ed altro

In altri tempi si è cercato di diffondere la nostra opinione rispetto a iniziative improvvide di sistemazione museale di nuclei collezionistici privati, sciorinando i fiori all’occhiello delle vicende storiche più emblematiche di collaborazione tra musei e privati in Italia nel segno della valorizzazione di prestigiosi nuclei collezionistici.

Tutto questo per evitare la deriva territoriale, sempre in agguato visto l’appetito dei privati, di inflazionati comodati, depositi, ecc. che giungano ad inficiare il prestigio delle collezioni pubbliche.

L’assenza di un iter procedurale sottoposto al vaglio di indiscutibili valutazioni scientifiche rischia di avallare l’interesse di sedicenti onluss e la legittimazione di nuclei collezionistici privati che fino a prova contraria non possono ambire a forme di gratifica pubblica.

Il rischio è l’accreditamento non certificato di collezioni private, per scongiurare il quale occorre escogitare argini e contromisure che assistano in maniera autorevole  gli organi politici preposti e le stesse istituzioni museali.

E questo compito appare tanto più urgente e improcrastinabile al fine di evitare che i flussi di finanziamenti pubblici ricadano su progetti e iniziative che pur sventolando la bandiere delle nuove tecnologie digitali, ripropongono scenari già visti e ormai obsoleti.

In Italia sembra davvero impossibile un circuito virtuoso in cui le risorse del pubblico riescano a individuare il migliore obiettivo al fine della valorizzazione del patrimonio artistico.

Con eccessiva facilità ci si fregia del vestito delle innovazioni tecnologiche senza averne davvero consapevolezza e senza l’ausilio di quei centri di ricerca che su tali settori possono vantare una specializzazione indiscutibile.

E’ questo un monito che non possiamo esimerci di indirizzare proprio a quelle istituzioni pubbliche che oggi sono chiamate a valutare e finanziare progetti che dovrebbero coniugare le arti con il mondo del digitale e delle reti.

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