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L’impulso di Archivi e Eventi verso le avanguardie a Livorno

Tra poco un’altra riscoperta di Archivi e Eventi

Al Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato

si inaugura

Angelo Sirio Pellegrini

L’idioma ironico di un fauve strapaesano

17 giugno-1 luglio 2017

mostra a cura di

Francesca Cagianelli

promossa da

Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato

in collaborazione con

“Archivi e Eventi”

inaugurazione – sabato 17 giugno, ore 17.30

ore 18.00 – visita guidata di Francesca Cagianelli

ore 19.00 cocktail

con la cortese partecipazione di

Mario Bardi
Luciano Canepa
Bruno Lenzi

comunicato stampa © Archivi e Eventi

“Archivi e Eventi” e le avanguardie a Livorno: un capitolo che brucia un’altra tappa significativa sabato 17 giugno 2017 presso il Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato (via Michon, 22, Livorno, fino al 1 luglio 2017, lunedì-sabato, ore 10.00-12.30 e 16.00-20.00).

Dopo Mario Benedetti, e prima di Pierino Fornaciari (in programma per l’autunno 2017), “Archivi e Eventi” firma un’altra riscoperta delle avanguardie livornesi: Angelo Sirio Pellegrini.

Ed è proprio il Presidente dell’Associazione livornese, Francesca Cagianelli, ad aver varato, fino ad oggi, strategie così pulsanti in merito alle avanguardie livornesi, per troppo tempo relegate sul terreno della ricognizione collettiva o della promozione sommaria, ma mai storicizzate in termini di capitoli scanditi monograficamente.

Sembra oggi scoccare l’inversione di tendenza, e “Archivi e Eventi”, a tutti gli effetti, ha imboccato un corso pionieristico.

L’impegno pluriennale nel settore delle avanguardie livornesi ha consentito di catalogare centinaia di opere inedite che d’ora in avanti troveranno adeguata promozione sul sito di “Livorno Cruciale”, il periodico on line di “Archivi e Eventi”, con l’obiettivo di censire progressivamente il corpus ancora sconosciuto di tanto protagonisti degli anni Cinquanta a Livorno, nonchè di creare piattaforme il più possibile filologiche su cui impostare l’ambiziosa impresa di un approfondimento monografico finalmente calibrato su standard nazionali.

Con la mostra e il catalogo di Angelo Sirio Pellegrini, “Archivi e Eventi” conferma dunque le proprie strategie di indagine filologica delle avanguardie livornesi, al di là di ogni disaccorta affabulazione di una critica militante che a Livorno sembra aver già ampiamente disseminato germi di fatale inadempienza.

E il risultato è davvero sorprendente: sono circa 40 le opere di Angelo Sirio Pellegrini presentate al Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato, che ripropongono, dopo l’antologica del 1983 presso la Galleria d’Arte “Re di Quadri” di Cesare Rotini, un periodo magico della produzione pellegriniana.

Si tratta di monumentali bagnanti deformate da stilemi fauves incamerati tra i cunicoli strapaesani dell’espressionismo rosaiano, ma anche di mitici cavallucci marini e galli fiabeschi che ritmano la joie de vivre di un irriducibile temperamento anarchico ‘malato’ di surrealismo, mentre lavandaie e pescatori vibrano all’unisono con il libeccio del Tirreno, in un’epica arcadica intessuta di accadimenti primordiali.

Non a caso si è inteso intitolare provocatoriamente tale monografica, partendo da quella ricognizione critica di Piero Caprile, firmata in margine al catalogo della personale alla Galleria Elefante del 1979, dove per la prima volta si faceva cenno a quell’“idioma ironico” di Pellegrini, che negli anni Ottanta gli consentiva di sublimare tutte le sue migliori battaglie condotte nel segno del rinnovamento linguistico sotto l’egida di un’aura strapaesana, vibrante più che di ingenuismo naif, di un sofferto, eppur laconico, impegno sociale.

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ARCHIVI E EVENTI “PRENDE POSIZIONE” E RILANCIA PER IL 2017

La Redazione di “Livorno Cruciale” e i vertici di “Archivi e Eventi” salutano il 2016 con soddisfazione e responsabilità.
Soddisfazione, senz’altro, per i numerosi e prestigiosi risultati conseguiti, responsabilità invece rispetto a un pericoloso crinale di retrocessione delle strategie culturali territoriali e nazionali.
Ci affacciamo al 2017 con l’orgoglio di chi ha preso posizione: per quanto mi riguarda, come professionista, come cittadino, ma soprattutto come intellettuale.
Presiedendo un’Associazione culturale e dirigendo un periodico artistico, ho dovuto talvolta compiere scelte radicali, spesso rischiose, sempre impopolari.
Ho costantemente voluto farlo nel segno del rigore, rifuggendo cioè da quell’autismo che sovente accompagna certi operatori culturali troppo ancorati alle logiche territoriali, ma soprattutto rinunciando a quella pericolosa compiacenza cui troppo spesso si ricorre per evitare il rischio di un dibattito e fors’anche di una polemica.
Lo abbiamo fatto in omaggio al talento, alla qualità, alla professionalità, consapevoli di essere ancora in pochi, ma fiduciosi di combattere in una direzione lungimirante e foriera di crescita e innovazione.
Incassiamo il gradimento, anzi la stima di molti, sia a livello personale, sia a livello associativo.
“Archivi e Eventi” ha siglato in questo 2016 il suo debutto regionale, riportando alla ribalta un protagonista delle avanguardie novecentesche quale Alessandro Scheibel e conquistando un credito eccezionale grazie all’accoglienza presso l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Con la prima monografia italiana dedicata al genio dell’affiche, Leonetto Cappiello, abbiamo inoltre ribaltato il destino critico di un protagonista della cultura figurativa mondiale, inserendoci a pieno titolo nel panorama della bibliografia internazionale.
Non abbiamo tuttavia tralasciato l’affetto e l’attenzione per la nostra Livorno, pur rifuggendo da quella perniciosa livornesità che abbassa costantemente la soglia delle nostre potenzialità: ed è con l’impegno profuso nel proseguire l’impresa del nostro periodico “Livorno Cruciale” che non possiamo non ribadire il ruolo che abbiamo conquistato a Livorno e per Livorno.
Abbiamo preso posizione. Abbiamo vinto una scommessa importante!

Auguri

Francesca Cagianelli

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L’editoriale di Livorno Cruciale a firma di Amedeo Belluzzi, ordinario di Storia dell’Architettura all’Università di Firenze

Il teatro è il tema privilegiato da questo fascicolo di “Livorno cruciale”, che propone incontri con protagonisti delle scene e riflessioni su autori del passato. Mimo, ballerino, coreografo, attore, regista, disegnatore: un talento poliedrico consente a Lindsay Kemp di misurarsi con ruoli diversi. Artista nomade, per indole e per gli impegni teatrali, dichiara di essere stato attirato dallo “spirito” di una città particolare come Livorno. L’intervista si svolge nella sua casa, presso il Mercato Centrale, un rifugio dove non si sente straniero. Kemp appare lusingato dalla vicinanza con lo studio dove dipingeva Modigliani e profondamente sconcertato per il fatto di abitare nel sito del Politeama, risalente al secondo Ottocento, scampato ai bombardamenti che hanno distrutto altri spazi teatrali, ma abbattuto verso il 1970 per un intervento di carattere speculativo. Consapevole dei problemi che affliggono il panorama artistico livornese e italiano, per averli sperimentati in prima persona, Kemp ha potuto riprendere dopo parecchi anni i contatti con il teatro Goldoni e oggi è impegnato come regista nell’allestimento del “Flauto Magico” di Mozart. Tale opportunità gli è stata offerta dal nuovo direttore della Fondazione Goldoni, Marco Leone, che in un colloquio illustra il prossimo cartellone, le iniziative complementari, e delinea il possibile ruolo della più importante istituzione teatrale livornese dall’ambito cittadino a quello regionale, senza trascurare le rilevanti implicazioni di carattere economico. L’incontro con Emanuele Barresi, attore e regista, fondatore della Compagnia degli Onesti, è l’occasione per una verifica del rapporto fra la città e gli spettacoli teatrali, con un panorama delle sale disponibili oltre al Goldoni (Quattro Mori, Teatro Vertigo, Teatro C, The Cage, il Grattacielo, il Cral Eni, i Salesiani, il Teatro della Brigata) e la constatazione che le compagnie teatrali aumentano di numero, riuscendo ad attirare un pubblico numeroso nonostante il mancato appoggio da parte delle istituzioni. Altre interviste presentano le figure della cantante lirica Maria Luigia Borsi e dello scenografo Fabio Leonardi. L’apertura della rivista è dedicata alle caricature di ambiente teatrale di Leonetto Cappiello, che rivela pienamente le proprie qualità grafiche nell’ambiente artistico parigino. La sua fama è oggi affidata soprattutto ai cartelloni pubblicitari di vari prodotti, ma sono le caricature di attrici a garantirgli l’affermazione professionale attorno all’anno 1900. Cappiello non punta sull’amplificazione e la distorsione dei tratti fisiognomici e riesce a rendere il carattere, la personalità, la gestualità, grazie a una sintesi grafica che si confronta con l’arte giapponese. Basta una linea sottile per animare uno sguardo o un sorriso. Fra gli autori teatrali, una citazione erudita ripropone la figura di Abramo Basevi (1818-1885), compositore di opere liriche, scrittore in vari ambiti della musicologia, direttore dell’Istituto musicale (Conservatorio) fiorentino, trascurato dalla città natale, persino nella toponomastica stradale. Ben diverso il caso di Dario Niccodemi, commediografo di successo a livello internazionale, impresario teatrale coraggioso, sostenitore di un testo innovativo come i Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. Dopo la dissacrante parodia della Nemica messa in scena da Paolo Poli, la sfida consiste nella capacità di storicizzare i drammi che per mezzo secolo hanno commosso gli spettatori. Oltre agli argomenti di carattere teatrale, non mancano altri spunti, forniti dall’articolato sistema delle rubriche: la figura del pittore Pierino Fornaciari; la questione, fondamentale per la città, del piano regolatore per il porto; le travagliate vicende della chiesa di Santa Rosa, per la quale Michelucci aveva fornito alcuni schizzi; florilegi di mostre di pittura, presentazioni di libri.

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APPRODA AL TEATRO GOLDONI IL NUMERO UNICO 2016 DI LIVORNO CRUCIALE

É al teatro Goldoni di Livorno che “Archivi e Eventi” ha deciso di festeggiare il 16° numero del periodico “Livorno Cruciale”, intitolato non a caso al Teatro e impreziosito da un’accattivante copertina dedicata a un rarissimo manifesto di Leonetto Cappiello, Maillane, 1912.

Mercoledì 30 novembre 2016, alle ore 17.30, presso la Sala Mascagni, sarà l’occasione per celebrare Lindsay Kemp, intervistato da Teresa Giannoni.

Ma la poliedricità dell’universo teatrale labronico scorre tra le pagine di questo seducente fascicolo della rivista in varie linfe, costantemente divaricate tra storia e attualità, dalla graffiante rievocazione di Dario Niccodemi firmata da Mario Bernardi Guardi, alle “dive del sorriso” eternate da Leonetto Cappiello al centro della ricognizione di Francesca Cagianelli, reduce dalla pubblicazione della monografia dell’artista. Senza contare la rubrica “Le arti sul palco” che stavolta propone un intrigante controcanto tra l’ironia camaleontica di Emanuele Barresi, in quest’occasione intervistato da Laura Ferrario tra l’altro nelle vesti di curatore della stagione teatrale dei Quattro Mori, e la raffinatezza interpretativa di Maria Luigia Borsi, intervistata da Federico Marri, proiettata verso palcoscenici internazionali, attualmente reduce dalla realizzazione del cd della Naxos “Italian Soprano Arias” nel quale, accompagnata dalla London Symphony Orchestra diretta da Yves Abel, canta Puccini, Respighi, Catalani e Verdi.

Non mancano davvero altre sorprese, sia che si spazi nell’ambito di contributi inediti e specialistici quali quello di Tiziano Rosselli, intitolato al “Caso Basevi”, volto al recupero di questo musicologo livornese dimenticato dalla sua città, così come il cammeo di Francesca Cagianelli dedicato all’ancora misconosciuta personalità di Piero Fornaciari, sia invece che piaccia aggiornarsi sull’attualità del gusto pittorico nella Livorno contemporanea, laddove Fabio Leonardi, intervistato da Alberto Gavazzeni tanto con riferimento alla sua collaborazione con il teatro Goldoni quanto nelle vesti di artefice di Effetto Venezia, si spende oggi sul discusso Progetto Parterre.

Non si può neppure non citare la rubrica “Arte e Scuola” che affronta oggi il dibattuto fenomeno delle Accademia d’Arte con un provocatorio contributo a firma di Luigi Bernardi.

Nasce infine una nuova preziosa rubrica, “Notizie dal mondo”, curata da Maurizia Tazartes, critica e storica dell’arte, collaboratrice de “Il Giornale”, che arricchisce definitivamente il parco delle recensioni d’arte.

In conclusione, non soltanto un numero monografico, e neppure meramente schierato verso un’univocità pittorica, ma un florilegio in bilico tra le eccellenze della storia e le sorprese della contemporaneità, secondo la vocazione centrifuga di tale rivista.

Si vuole concludere con l’intervista di Marco Leone, direttore generale della Fondazione Goldoni, firmata da Teresa Giannoni per la rubrica “Pleiadi”, dove dichiarazioni programmatiche incentrate su questioni quali l’“apertura alla città” e la “condivisione rispetto agli altri spazi culturali della città”, in vista della creazione di “una rete di collaborazioni”, lasciano finalmente intravedere spiragli di una nuova stagione del teatro Goldoni.

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