Archivi tag: livorno cruciale

Archivi e Eventi gioca con Fornaciari

Nata nel 2005 con l’obiettivo di catalogare e al contempo promuovere i capitoli più affascinanti del Novecento Livornese, Archivi e Eventi mira tuttavia all’“altra metà”, ai lati oscuri, a quelle anfrattuosità espressive troppo spesso attribuite ai cosiddetti petites maitres.
Ed eccoci a Fornaciari, un artista che non lusinga gli amanti del più convenzionale gusto labronico e che anche nelle più estreme vie dell’astrattismo, ha scelto il percorso più difficile, quello dell’“arte programmata”, legittimata da rapporti matematici e calcoli logaritmici, dove tuttavia vibra la passione cromatica rinvigorita sulla trattatistica goethiana.
E’ proprio per divulgare e promuovere una tale personalità che Archivi e Eventi si rivolge alle scuole con un progetto didattico personalizzato sul calibro dell’espressività di Fornaciari, che nella sua formula di irriducibile rigore sperimentale, punta tutto sul gioco.
Da una parte il gioco infranto, quello cioè di un’adolescenza svanita sotto la scure delle disillusioni politiche e delle ideologie, dall’altra, l’invenzione del Faber, ovvero il gioco dell’artigiano, alle prese con traslazioni di volti e occhi miniaturizzati in puntine da disegno.
Si intitola “Il gioco nell’arte” il suggestivo percorso ideato da Francesca Cagianelli e Laura Ferrario, realizzato da Archivi e Eventi con Fondazione Livorno Arte e Cultura a Villa del Presidente, proposto alle scuole livornesi, i cui elaborati verranno esposti in una suggestiva mostra di prossima inaugurazione.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Grazie, Fornaciari!

Chiara Lo Re per la mostra “Pierino Fornaciari. Dal neorealismo all’arte programmata”

“Io volevo solo dirvi ‘Grazie!’, perché ora sto proprio bene: davanti a quelle opere il tempo si è fermato e ho ritrovato il senso della settimana. Lavorare tutti i giorni e arrivare a concludere con questa sensazione è una cosa bellissima, che spero tutti possano provare!”

Queste le parole di una spettatrice livornese alla mostra retrospettiva su Pierino Fornaciari in loco adesso presso la Villa del Presidente a Livorno: parole che risuonano forte e che rimangono a lungo in chi le ascolta.
Espressioni del genere, sentimenti che escono, fanno riflettere sul ruolo sociale dell’arte e su quanto possa essere incisiva ancora al giorno d’oggi: è ancora possibile, in questo mondo di immagini rapide e rapinose, arrivare al cuore alle persone?
Che l’Arte sia un mezzo di comunicazione ormai è assodato da secoli: in continuo mutamento, cambia rapidamente e camaleonticamente seguendo gli stimoli della società, come un’entità superiore che si riflette e si impersona in menti brillanti e personalità spiccate, capaci di guardare non solo al tempo presente, ma al concetto stesso di tempo.
Tra queste, ammetto che Pierino Fornaciari è uno dei più sorprendenti: dal neorealismo quasi post-macchiaiolo influenzato da quella luce tipicamente livornese, carica o limpida di libeccio, egli arriva all’arte programmata con un astrattismo tutto matematico che sperimenta anche la lavorazione sul metallo.

Fra queste due sponde un percorso, un percorso di vita, un percorso artistico, un percorso ludico.

Dalle prime rappresentazioni dei giochi si arriva alle “Maschere”, rielaborazioni del viso umano in chiave quasi “pop”, così vicina alle esperienze dei videogame ed allo stesso tempo così in sintonia con la sperimentazione di tutta l’arte italiana del primo Novecento, sviluppata poi ulteriormente dai grandi designer del “Made in Italy”.
Con quel suo segno incisivo e con la pastosità dei colori, Pierino Fornaciari ci invita a stare attenti a ciò che accade intorno a noi, lui, grande partigiano e paladino dei beni artistici del secondo dopoguerra, sembra lasciarci questo monito: “Prenditi sul serio, ma con scherzo!”.

E’ quindi questo l’augurio che vogliamo divulgare, di accostarsi all’arte e far sì che lei si accosti ad ognuno, perché non c’è esperienza più bella della contaminazione, e questo Pierino lo sapeva bene!

“Pupazzo Campari”- F. Depero per Campari 1925

Musicassetta – Philips 1963

Maschera – P. Fornaciari 1981

 

 

 

 

 

Chiara Lo Re


La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Livorno Arte e Cultura, ente strumentale della Fondazione Livorno, è stata realizzata grazie alla preziosa collaborazione con il figlio erede di Pierino Pardo Fornaciari ed illustra il grande percorso di questo importante artista. E’ visitabile dal giovedì al sabato con orario 10.00-13.00 e 15.00-18.00, e su prenotazione al numero 0586/826133 presso la Villa del Presidente in Via Marradi 116 (Livorno), dove troverete ragazzi delle scuole superiori disponibili ad accogliervi e seguirvi nel percorso: il progetto aderisce con più di 90 alunni alle direttive ministeriali dell’alternanza scuola – lavoro, coinvolgendo quattro istituti cittadini.

Aperture straordinarie:  domenica 5 novembre 2017, domenica 3 dicembre 2017, domenica 7 gennaio 2018, con orario  10.00-13.00 e 15.00-18.00

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

L’impulso di Archivi e Eventi verso le avanguardie a Livorno

Tra poco un’altra riscoperta di Archivi e Eventi

Al Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato

si inaugura

Angelo Sirio Pellegrini

L’idioma ironico di un fauve strapaesano

17 giugno-1 luglio 2017

mostra a cura di

Francesca Cagianelli

promossa da

Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato

in collaborazione con

“Archivi e Eventi”

inaugurazione – sabato 17 giugno, ore 17.30

ore 18.00 – visita guidata di Francesca Cagianelli

ore 19.00 cocktail

con la cortese partecipazione di

Mario Bardi
Luciano Canepa
Bruno Lenzi

comunicato stampa © Archivi e Eventi

“Archivi e Eventi” e le avanguardie a Livorno: un capitolo che brucia un’altra tappa significativa sabato 17 giugno 2017 presso il Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato (via Michon, 22, Livorno, fino al 1 luglio 2017, lunedì-sabato, ore 10.00-12.30 e 16.00-20.00).

Dopo Mario Benedetti, e prima di Pierino Fornaciari (in programma per l’autunno 2017), “Archivi e Eventi” firma un’altra riscoperta delle avanguardie livornesi: Angelo Sirio Pellegrini.

Ed è proprio il Presidente dell’Associazione livornese, Francesca Cagianelli, ad aver varato, fino ad oggi, strategie così pulsanti in merito alle avanguardie livornesi, per troppo tempo relegate sul terreno della ricognizione collettiva o della promozione sommaria, ma mai storicizzate in termini di capitoli scanditi monograficamente.

Sembra oggi scoccare l’inversione di tendenza, e “Archivi e Eventi”, a tutti gli effetti, ha imboccato un corso pionieristico.

L’impegno pluriennale nel settore delle avanguardie livornesi ha consentito di catalogare centinaia di opere inedite che d’ora in avanti troveranno adeguata promozione sul sito di “Livorno Cruciale”, il periodico on line di “Archivi e Eventi”, con l’obiettivo di censire progressivamente il corpus ancora sconosciuto di tanto protagonisti degli anni Cinquanta a Livorno, nonchè di creare piattaforme il più possibile filologiche su cui impostare l’ambiziosa impresa di un approfondimento monografico finalmente calibrato su standard nazionali.

Con la mostra e il catalogo di Angelo Sirio Pellegrini, “Archivi e Eventi” conferma dunque le proprie strategie di indagine filologica delle avanguardie livornesi, al di là di ogni disaccorta affabulazione di una critica militante che a Livorno sembra aver già ampiamente disseminato germi di fatale inadempienza.

E il risultato è davvero sorprendente: sono circa 40 le opere di Angelo Sirio Pellegrini presentate al Circolo Culturale d’Arte Antonio Amato, che ripropongono, dopo l’antologica del 1983 presso la Galleria d’Arte “Re di Quadri” di Cesare Rotini, un periodo magico della produzione pellegriniana.

Si tratta di monumentali bagnanti deformate da stilemi fauves incamerati tra i cunicoli strapaesani dell’espressionismo rosaiano, ma anche di mitici cavallucci marini e galli fiabeschi che ritmano la joie de vivre di un irriducibile temperamento anarchico ‘malato’ di surrealismo, mentre lavandaie e pescatori vibrano all’unisono con il libeccio del Tirreno, in un’epica arcadica intessuta di accadimenti primordiali.

Non a caso si è inteso intitolare provocatoriamente tale monografica, partendo da quella ricognizione critica di Piero Caprile, firmata in margine al catalogo della personale alla Galleria Elefante del 1979, dove per la prima volta si faceva cenno a quell’“idioma ironico” di Pellegrini, che negli anni Ottanta gli consentiva di sublimare tutte le sue migliori battaglie condotte nel segno del rinnovamento linguistico sotto l’egida di un’aura strapaesana, vibrante più che di ingenuismo naif, di un sofferto, eppur laconico, impegno sociale.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

ARCHIVI E EVENTI “PRENDE POSIZIONE” E RILANCIA PER IL 2017

La Redazione di “Livorno Cruciale” e i vertici di “Archivi e Eventi” salutano il 2016 con soddisfazione e responsabilità.
Soddisfazione, senz’altro, per i numerosi e prestigiosi risultati conseguiti, responsabilità invece rispetto a un pericoloso crinale di retrocessione delle strategie culturali territoriali e nazionali.
Ci affacciamo al 2017 con l’orgoglio di chi ha preso posizione: per quanto mi riguarda, come professionista, come cittadino, ma soprattutto come intellettuale.
Presiedendo un’Associazione culturale e dirigendo un periodico artistico, ho dovuto talvolta compiere scelte radicali, spesso rischiose, sempre impopolari.
Ho costantemente voluto farlo nel segno del rigore, rifuggendo cioè da quell’autismo che sovente accompagna certi operatori culturali troppo ancorati alle logiche territoriali, ma soprattutto rinunciando a quella pericolosa compiacenza cui troppo spesso si ricorre per evitare il rischio di un dibattito e fors’anche di una polemica.
Lo abbiamo fatto in omaggio al talento, alla qualità, alla professionalità, consapevoli di essere ancora in pochi, ma fiduciosi di combattere in una direzione lungimirante e foriera di crescita e innovazione.
Incassiamo il gradimento, anzi la stima di molti, sia a livello personale, sia a livello associativo.
“Archivi e Eventi” ha siglato in questo 2016 il suo debutto regionale, riportando alla ribalta un protagonista delle avanguardie novecentesche quale Alessandro Scheibel e conquistando un credito eccezionale grazie all’accoglienza presso l’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.
Con la prima monografia italiana dedicata al genio dell’affiche, Leonetto Cappiello, abbiamo inoltre ribaltato il destino critico di un protagonista della cultura figurativa mondiale, inserendoci a pieno titolo nel panorama della bibliografia internazionale.
Non abbiamo tuttavia tralasciato l’affetto e l’attenzione per la nostra Livorno, pur rifuggendo da quella perniciosa livornesità che abbassa costantemente la soglia delle nostre potenzialità: ed è con l’impegno profuso nel proseguire l’impresa del nostro periodico “Livorno Cruciale” che non possiamo non ribadire il ruolo che abbiamo conquistato a Livorno e per Livorno.
Abbiamo preso posizione. Abbiamo vinto una scommessa importante!

Auguri

Francesca Cagianelli

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized