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Le verità nascoste

Le verità nascoste dell’arte toscana tra XIX e XX secolo

conferenza di Francesca Cagianelli

mercoledì 17 aprile 2013
GIPSOTECA UNIVERSITARIA DI PISA
Promossa da Archeoclub
Mercoledì 17 aprile alle 16.30 presso la Gipsoteca Universitaria di Pisa Francesca Cagianelli curerà una lezione dal titolo Le verità nascoste dell’arte toscana tra XIX e XX secolo, vera e propia inchiesta sulle lacune scientifiche che fino ad oggi hanno contrassegnato le principali stagioni della ricerca storiografica a partire dagli anni Novanta del XX secolo.

L’esercizio di una metodologia scientifica volta a dimostrare la definitiva inadeguatezza del termine “postmacchiaioli”, lanciato in Italia dall’istituzionalità accademica oltre vent’anni addietro e mai più revisionato fino ai tempi nostri, comporta la consapevolezza di dover scartare finalmente gli archivi italiani a vantaggio della valorizzazione di identità nascoste e della dimostrazione di verità nascoste.

Si tratta di smascherare una volta per tutte quella fola perpetuata da certa compagine critica ufficiale responsabile di aver tramandato un’idea riduttiva e deformata della cruciale stagione espressiva toscana tra Ottocento e Novecento: la convinzione cioè della persistenza di una dominante naturalistica ossequiente al magistero fattoriano, destinata invece ad una sonora smentita nel corso di questa conferenza

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Boom pasquale e bagno di democrazia

L’esito fortunatissimo dell’apertura straordinaria per Pasquetta della mostra di Micheli presso la Pinacoteca Servolini di Collesalvetti conferma l’apprezzamento del pubblico per un evento culturale destinato ad avviare una stagione non più prorogabile di revisionismo critico.
Si avverte infatti sempre di più l’esigenza di sgombrare il campo dai luoghi comuni di un settarismo esegetico che ha inteso sovrapporre il giudizio alla documentazione, la soggettività ad una corretta storicizzazione.
Micheli torna dunque in pista, riconquistando la centralità del suo ruolo in una Livorno che certamente appare oggi più ricca di talenti rispetto ad Ottocento che si voleva popolato esclusivamente da pochi astri e da tanti satelliti.
Un bagno di democrazia per la nostra storia dell’arte, grazie al quale tante personalità artistiche sommerse ritrovano un mare di pari opportunità.

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