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“Il giornale” e i pittori Il dipinto di Michelozzi tra storie di ieri e di oggi

Pubblichiamo volentieri  l’articolo di Cristiana Gasso apparso su  Il Tirreno il 19 luglio 2011

LIVORNO Storie di ieri e di oggi si intrecciano tra i colori caravaggeschi di un dipinto come “Il giornale”, opera monumentale di Corrado Michelozzi che risale alla fine degli anni Venti del secolo scorso. La storia di oggi è quella che porterà il quadro, di proprietà del Tirreno e del gruppo editoriale Finegil, che si sono fatti carico del restauro alcuni anni fa, a far da protagonista alla mostra “Corrado Michelozzi entusiasta del Barocco” curata da Francesca Cagianelli, che si inaugurerà il 3 settembre alla Pinacoteca Servolini di Collesalvetti. La storia di ieri invece è quella che caparbiamente ha ricostruito Gianni Dotta, consigliere delegato del Tirreno quando fu deciso di ridare all’opera l’antico splendore. Niente si sapeva infatti dei personaggi che la popolano «ma dopo una lunga serie di ricerche ho finalmente trovato la risposta. Sono tre pittori labronici, Natali (quello che legge il giornale), Barachini e Razzaguta, ritratti dal loro collega nell’atelier». Ed è proprio partendo dal dipinto “Il giornale” che ieri mattina, nella sede del Tirreno dove è collocata l’opera che presto affronterà la trasferta a Collesalvetti, è stata presentata in anteprima la mostra che si terrà a settembre. A fare gli onori di casa il direttore del Tirreno Roberto Bernabò e il consigliere delegato Raffaele Serrao. «Ci rende orgogliosi poter contribuire con quest’opera a una mostra che valorizza la grande tradizione artistica della città – ha detto Bernabò – . Tanto più con questo dipinto, al quale sono particolarmente affezionato perché ci ricorda costantemente la nostra professione e che siamo abituati ad ammirare quotidianamente». «Quest’anno ricorrono i 130 anni dalla nascita di questo grande artista, il Tirreno ha celebrato i suoi 130 anni nel 2007, una coincidenza – ha spiega Raffaele Serrao – che rende ancora più imperdibile l’occasione di inserire questo quadro, che è stato restaurato anche grazie alla passione del mio predecessore Gianni Dotta, in una mostra come quella di Collesalvetti». Una festa quindi quella di ieri, in onore di questo quadro e del suo autore. Con la curatrice Francesca Cagianelli che ne ha dato una lettura concisa ma intensa mentre la nipote di Michelozzi, Beatrice Del Nero, ha raccontato una serie di aneddoti legati al nonno. Tra i presenti anche il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci, Luciano Barsotti, presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, l’avvocato Giuseppe Angella, Antonio Tarantino per il Rotary Mascagni, Massimo Bianchi gran maestro aggiunto del Grande Oriente d’Italia

 

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Con la mostra di Micheli torna la verità nella storia dell’arte livornese e toscana

Con la mostra di Micheli torna la verità nella storia dell’arte livornese e toscana

lo spiega Francesca Cagianelli nella conferenza a Collesalvetti

Nuovi temi per una nuova storia dell’arte

giovedì 28 febbraio, ore 16.30

Pinacoteca Carlo Servolini
via Umberto, I, n. 63 – Collesalvetti

Una mostra competitiva quella in corso alla Pinacoteca “Carlo Servolini” di Collesalvetti, Guglielmo Micheli 1866-1926. Emozioni verso l’impressionismo e il divisionismo, competitiva per impostazione e per strategie. All’ordine del giorno resta la necessità di azzerare gli equivoci di una storia dell’arte imperniata sul ‘fattorismo’, sulla stagione postmacchiaiola, sulle vicende del Gruppo Labronico e sulle scuderie finora in voga tra gli storiografi tradizionali, o meglio tradizionalisti. Insomma, una vera e propria inversione di rotta della storia dell’arte del XXI secolo.
La mostra dedicata a Micheli si pone fatalmente come spartiacque di un nuovo habitus metodologico: non più le correnti, ma le individualità, non i più i retaggi del passato, ma l’intuizione della modernità, come recita il catalogo il titolo del saggio monografico che incorona Micheli nelle vesti di ‘precursore’.
Il taglio netto con l’indirizzo storico artistico avvalorato negli anni Novanta impone nuovi punti di vista e soprattutto la cancellazione dell’inflazionata interpretazione di Micheli in qualità di seguace di Fattori.
Ecco il perché di una conferenza, e soprattutto dell’argomento scelto per questa sorta di consuntivo della mostra: Da Micheli alla sua Scuola. Riflessioni divisioniste in margine a Giuseppe Pellizza da Volpedo e Vittore Grubicy. Nuovi temi per una nuova storia dell’arte.
Ci si imbatte infatti in una vera e propria inchiesta: archivi finora insondati, corrispondenze epistolari mai indagate, opere inedite, il tutto inquadrato con rinnovato taglio critico, senza pregiudizi: ed ecco che saltano finalmente fuori patron di eccellenza quali Giuseppe Pellizza da Volpedo, il genio del divisionismo italiano, nonché l’amico di elezione di Micheli.

Finora il dato di questa amicizia non era neppure entrato in circolo a Livorno, anzi, era stato addirittura omesso, eppure, in Italia, anzi, nel mondo, pronunciare il nome di Pellizza significa avventurarsi nella rivoluzione artistica più importante del XX secolo: il divisionismo.
Oggi finalmente la verità storica si riaffaccia nelle vicende artistiche livornesi.

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Boom di Capodanno per la mostra di Guglielo Micheli l’entusiasmo del pubblico alla Pinacoteca Servolini

Affluenza in massa dalle 15.00 alle 18.00, con turni ininterrotti di visite guidate per la mostra Gugliemo Micheli 1866-1926. Emozioni verso l’impressionismo e il divisionismo (Pinacoteca Carlo Servolini, Collesalvetti), a cura di Francesca Cagianelli, promossa dal Comune di Collesalvetti con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, aperta in via straordinaria il 1gennaio.

L’eccezionale risultato di pubblico conferma l’estrema validità delle aperture straordinarie come momento alternativo di festeggiamento e di celebrazione di date canoniche, destinato ad accrescere l’afflusso di un pubblico sempre più trasversale nelle sale museali.

L’Amministrazione Comunale di Collesalvetti è stata tra le pochissime sul territorio che è riuscita a concertare quest’apertura straordinaria, con l’obiettivo di riaffermare la priorità della cultura come occasione di socialità e di svago anche e soprattutto durante le festività.

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