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BATMAN VERSUS STALKER: STOP ALLA MANIPOLAZIONE CULTURALE

di Francesca Cagianelli

http://www.engtech.it/effebitech/stargate/index.php?option=com: stalker “occupazionale”, che pone in essere le proprie condotte contro un collega di lavoro o in un contesto lavorativo o che trae da questo origine

Piace come in altre occasioni avviare alcune riflessioni critiche sull’onda della metafora cinematografica, ed ecco che riguardo al recente intervento di Vincenzo Farinella, Le notti bianche di Renato Natali: difficoltà e grandezza di un pittore labronico, pubblicato nel catalogo della mostra vendita di prossima presentazione alla Biblioteca Labronica di Livorno, non può non sovvenire l’ombra di Batman, non certo evocata dalla strampalata tesi filoviscontiana, esilarante remake di certo passatismo interdisciplinare, quanto dall’esponenziale voracità bibliografica con cui si ruminano in poche righe riflessioni storiografiche discontinue e addiritture antitetiche, dedicate negli ultimi decenni alla personalità nataliana.
Un cimento quasi muscolare che, nel quadro di un manicheismo di sapore senz’altro fumettistico, si autorelega fisiologicamente al di fuori di qualsiasi ragionato orizzonte speculativo, restando subalterno all’affanno dell’organizzazione di un’oziosa quanto strumentale geografia di amici/nemici, buoni/cattivi, bravi/zucconi, di intenzioni ancora più primordiali, sempre che sia possibile, rispetto all’amatissimo uomo-ragno.
Tranne che la manipolazione della bibliografia nataliana, chirurgicamente straziata nell’arco di un intervento imbarazzante e inutilmente retorico, lungi dal contribuire a una sanatoria meritocratica, finalmente auspicabile per la corretta storicizzazione dell’artista, si trasforma in una sorta di ordigno clientelare, contaminato da scorie di diffamazione, destando oramai, non solo in chi scrive, dopo tanti anni di insistenti stroncature dedicate esclusivamente alle numerose pubblicazioni firmate dalla sottoscritta, cupi scenari di stalking occupazionale.
L’archeologo, di rinforzo a tal Mandalis, dichiara infatti di non apprezzare la monografia dedicata a Renato Natali pubblicata nell’ambito della fortunatissima collana edita dal Tirreno, firmata da prestigiosi nomi della storia dell’arte italiana, di cui amo rivendicare orgogliosamente l’ideazione e la direzione.
Programmaticamente ispirata alla celeberrima serie de I Maestri del Colore, quest’ultima costituisce l’unica collana finora intitolata ai Labronici riuscita nell’intento di storicizzare da una parte, promuovere dall’altra, una compagine storica finora soggetta a manipolazioni commerciali e strabismi critici, grazie anche a un’ampia e ragionata scelta iconografica, non viziata da particolarismi da rigattieri e come tale destinata a radicarsi quale caposaldo nella storiografia toscana: senza ombre o notti bianche.

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