Archivi tag: novecento livornese

CONTRIBUITE a Livorno Cruciale-EXPO !!

Mancano pochi giorni alla scadenza della campagna di raccolta fondi per “Livorno Cruciale XX e XXI”.

L’Associazione “Archivi e Eventi” rilancia quindi la sua richiesta di sostegno per il “fascicolo-expo” della rivista, in uscita per il settembre-ottobre 2015.

Uno splendido numero, dedicato alla cucina, tema cruciale dell’Expo, ma anche capitolo fondamentale della cultura labronica, rappresentato dalla meravigliosa copertina scelta dalla redazione.

Una vera sorpresa per gli amanti della storia di Livorno!

Lo saprete a tempo debito.

Intanto vi chiediamo il vostro contributo come atto di testimonianza culturale.

Potete effettuare il vostro versamento tramite questo link

https://www.produzionidalbasso.com/project/livorno-cruciale-xx-e-xxi-campagna-di-finanziamento/

oppure tramite bonifico sul conto intestato a:

Archivi e Eventi

Cassa di Risparmio di Volterra n. 053/10012049

BIC CRVOIT3V

IBAN  IT33 P063 7013 9000 0001 0012 049

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CAMPAGNA RACCOLTA FONDI

Buongiorno. Vi scrivo per informarvi che è iniziata sulla piattaforma “Produzioni dal basso” la campagna di raccolta fondi per sostenere la rivista “Livorno cruciale XX e XXI”. Credo che molti di voi conoscano già questa rivista qualificata e indipendente, impegnata ormai da diversi anni a dare voce al passato e al presente dell’arte a Livorno, in una prospettiva culturale che va ben oltre i limiti spesso angusti della realtà locale. Chi non la conosce ancora può farsi un’idea visitandone il blog a questo indirizzo: https://livornocruciale.wordpress.com/ e può collegarsi al sito di “Produzioni dal basso”, dove troverà anche le informazioni utili alla campagna di sostegno economico: https://www.produzionidalbasso.com/project/livorno-cruciale-xx-e-xxi-campagna-di-finanziamento/. Come noto, questo tipo di raccolta fondi si rivolge a chiunque voglia dare il proprio contributo economico al sostegno di attività ‘dal basso’, anche partecipando con quote minime. Noi abbiamo fissato il contributo minimo a 20 Euro: una piccola somma irrisoria per ciascuno ma che, se moltiplicata da un alto numero di adesioni, ci darà la possibilità di raccogliere quanto ci occorre per proseguire la nostra attività. Al link di “Produzioni dal basso” troverete tutti i dettagli delle diverse forme di contribuzione e le ricompense che abbiamo stabilito. A tutti voi grazie dell’attenzione e, se credete, l’invito a diffondere ai vostri contatti e sui social network la nostra richiesta. Per “Livorno cruciale”: la redazione

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LA PINACOTECA SERVOLINI DIVENTA FARO DEL FUTURISMO

CON LA GRANDE MOSTRA DEDICATA ALL’ARCHITETTO E SCENOGRAFO VIRGILIO MARCHI LA PINACOTECA COMUNALE SERVOLINI DIVENTA UN LABORATORIO DEL FUTURISMO.
PROPRIO AL FUTURISMO INFATTI SARANNO DEDICATI GLI EVENTI COLLATERALI CURATI CON PROFESSIONALITA’ E CREATIVITA’ DA ARCHITETTI, ATTORI E STORICI DELL’ARTE IN CORSO DA MARZO A GIUGNO 2015: I GIOVEDI’ DEL FUTURISMO.
VERA E PROPRIA FUCINA DI ESPOSIZIONI E DIDATTICA LA PINACOTECA COLLIGIANA SI STA TRASFORMANDO SENZA ALCUN DUBBIO IN UN FARO NELLA RISCOPERTA DELLE AVANGUARDIE DEL NOVECENTO.

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MICHELOZZI RITROVATO: APPUNTAMENTO STRAORDINARIO A COLLESALVETTI

In occasione di  FIERA DI COLLESALVETTI e in coincidenza del 130° della nascita dell’artista, martedì 3 settembre 2013 alle ore 17.30 si inaugura, presso la Pinacoteca Carlo Servolini di Collesalvetti, la mostra Corrado Michelozzi 1883-1965. Entusiasta del Barocco, promossa dal Comune di Collesalvetti, con il contributo della Fondazione Livorno.

Curata da Francesca Cagianelli, la mostra è la prima importante occasione, a distanza di 46 anni dall’ultima monografica intitolata a Michelozzi, per celebrarne la significativa carriera pittorica finora oscurata da decenni di rimozione.

Innovativa e scientificamente articolata risulta l’impostazione del percorso espositivo, specchio dell’ampio e documentato catalogo della mostra (Pacini editore, Pisa, 128 pp.), di cui il fulcro concettuale resta la riappropriazione della coltissima personalità dell’artista nelle vesti di un virtuostico e fantasioso interprete delle mode del Barocco tra le due guerre.

Accanto ai già storicizzati e blasonati esponenti di tale revival seicentesco, da Gregorio Sciltian a Carlo Socrate, da Achille Funi a Cipriano Efisio Oppo, da Primo Conti a Baccio Maria Bacci, da Armando Spadini a Pietro Annigoni, si dovrà ora ascrivere, dopo l’accurata ricognizione scientifica proposta dalla mostra colligiana, anche Corrado Michelozzi, come recita il sottotitolo della mostra, Entusiasta del Barocco, nient’altro che una citazione dall’amico e collega Plinio Nomellini.

La metodologia critica vuole dunque ribadire, anche in quest’occasione, così come anche per le mostre precedenti, una visione italiana, un sistema nazionale, e non esclusivamente territoriale, dove anzi le diverse personalità locali svestono finalmente ogni connotazione municipalistica per riconquistare autonomia e prestigio nell’ambito di un più autorevole e trasversale affresco culturale.

L’esigenza da molti condivisa, in quel cruciale ventennio del Novecento, di una rivitalizzazione della tradizione antica, dal Cinquecento al Settecento, non coincise certo con turbe retroattive, ma con una spinta di idealità e di stile che contribuì alla fuoriuscita dal tritume ottocentesco e da certa inflazionata attitudine bozzettistica.

Trionfano quindi, nel formato monumentale allusivo al cimento affreschistico e nel piglio decorativo tipico dell’illusionismo barocco, aneliti scenografici e chiaroscuri caravaggeschi, deformazioni brutali e vividi cromatismi, tripudi di nature morte e allegorie sacre e profane.

In tale contesto Michelozzi rappresenta l’eccezione che conferma la regola: sicuramente un’eccezione, in quanto le sue invenzioni neoseicentesche, in particolare certi ritratti alla maniera dello Spagnoletto, datano all’alba degli anni Dieci, alcuni addirittura al primo lustro del Novecento, infrangendo tutte le classifiche cronologiche dei caravaggeschi del Novecento, generalmente attestati a partire dagli anni Venti; ma, al contempo, anche piena condivisione di una regola, quella di una sublimazione del quotidiano tramite l’eccellenza dello stile.

Ne costituisce una sorta di icona il capolavoro  ritrovato di proprietà FINEGIL, ovvero il dipinto monumentale presente in mostra per gentile concessione del Tirreno, Il giornale o Amici nello studio (1925-1930), destinato a porgere ragioni simboliche alla riflessione del pubblico: quelle cioè di un sodalizio inscindibile tra arte e stampa, tra cultura ed editoria, che fu tappa cruciale di destini e ambizioni nel XX secolo.

Era così ai tempi di Michelozzi e di questo straordinario manifesto di estetica novecentesca, valorizzato anche grazie all’iniziativa espositiva colligiana, ci auguriamo possa esserlo anche oggi, se è vero che gli artisti rappresentati in quest’opera sono riuniti in uno studio e compulsano freneticamente il giornale, forse alla ricerca di una notizia che li riguarda, e in ogni caso di una traccia che, stampata sulle pagine del quotidiano, possa conferire un significato strategico al loro futuro professionale.

Da collocarsi successivamente alla stagione dei monumentali ritratti di artisti realizzati negli anni Dieci, presenti nella mostra colligiana, a partire da Ritratto del pittore Castaldi o Uomo seduto (1914), fino a Lavoratore del ferro (1910-1915), quest’opera resta un unicum nella produzione michelozziana.

Il respiro monumentale, da affresco moderno, l’iconografia stessa, la rappresentazione cioè di un gruppo di artisti del Gruppo Labronico, il focus compositivo sul quotidiano, che diventa ragione simbolica di una stagione artistica: tutto concorre a conferire all’opera un crisma di eccezione.

Indipendentemente dalla possibilità di verificare filologicamente la miriade di ipotesi esegetiche relative soprattutto all’identità degli artisti ritratti, non si stenta ad assaporare quel clima di condivisione di questioni estetiche e ambizioni artistiche che contrassegnarono tanti validi protagonisti del Novecento Livornese, specificatamente quelli che, come in questo caso, approdarono fin dagli anni Venti nelle fila del Gruppo Labronico, ritratti da un Michelozzi ostinatamente proteso verso uno stile che irride tuttavia il retaggio ottocentesco di quella tradizione localistica e punta alla rivitalizzazione dello stile barocco.

Sono previsti numerosi appuntamenti scientifici nel corso della mostra, dalle aperture straordinarie con visite guidate al ciclo di conferenze di Francesca Cagianelli.

Corrado Michelozzi (1883-1965) Entusiasta del Barocco martedì 3 settembre 2013, ore 17.30 via Umberto I, n. 63 – Collesalvetti
mostra promossa da Comune di Collesalvetti

orari: giovedì e sabato, ore 16.00 – 18.00
aperture straordinarie
26 dicembre 2013, ore 15.00-18.00
1 gennaio 2014, ore 15.00 – 18.00
6 gennaio 2014, ore 15.00 – 18.00

interverranno:

Lorenzo Bacci Sindaco del Comune di Collesalvetti
Donatella Fantozzi Assessore alla Cultura del Comune di Collesalvetti
Luciano Barsotti Presidente Fondazione Livorno
Beatrice Del Nero erede dell’artista
Francesca Cagianelli Conservatrice della Pinacoteca Carlo Servolini

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