Archivi tag: Porto di Livorno

IN ONDA AL TENNIS CLUB DI VILLA LLOYD IL NUOVO NUMERO DI LIVORNO CRUCIALE

Andrà in onda mercoledì 3 dicembre 2014 alle ore 18.00, al Tennis Club Livorno Villa Lloyd, la presentazione del 14° numero di “Livorno Cruciale XX e XXI”, periodico di arte e cultura, dedicato al cinema.
Saranno le Edizioni ETS, con Gloria Borghini, il Presidente di Archivi e Eventi, Francesca Cagianelli, il Presidente dell’Archeoclub di Livorno, Norberto Baù, in collaborazione con Mario Bardi, a salutare l’evento coordinato da Cristiana Grasso, giornalista de “Il Tirreno” e concluso da Andrea Raspanti, Presidente del Gruppo Consiliare di Buongiorno Livorno.
Nel corso della presentazione interverranno Francesca Cagianelli, Luca Difonzo (architetto), Laura Ferrario (docente scuola secondaria di 1° grado G. Bartolena), Dario Matteoni (direttore dei Musei Nazionali di Pisa), Elisa Pacini (critica d’arte contemporanea).
L’evento culminerà in un cocktail augurale cortesemente offerto dal Tennis Club Livorno Villa Lloyd.
Con quest’ultimo volume si conferma la linea editoriale della rivista che intende proseguire la capillare vagliatura delle problematiche che caratterizzano la contraddittoria piattaforma culturale livornese, dove competenze ed eccellenze subiscono frequentemente l’impaludamento determinato da strategie indifferenziate e alogiche, unicamente dettate da appetiti demagogici e strepiti autocelebrativi.
Nonostante declamatissimi rinnovamenti nessuno infatti, ad oggi, sembra curarsi di ripristinare un doveroso equilibrio tra potenziamento del polo teatrale, rilancio del patrimonio museale e riassetto della politica espositiva con conseguenti investimenti destinati al risorgere della stagione delle grandi mostre, unico possibile orizzonte quest’ultima ai fini dell’agognato decollo turistico.
Domina, tra le tante possibili risposte a tale impasse, l’intervista a Andrea Raspanti realizzata da Antonio Papini per la rubrica “Versus”, dove emerge platealmente il verdetto circa un’endemica incapacità da parte della classe dirigente locale di promuovere le competenze in un progetto complessivo di crescita della città: «Mi sembra superfluo dire che il nostro territorio – ribadisce Raspanti – ospita poche esperienze con le professionalità, e intendo la parola anche in senso manageriale, per svolgere un lavoro di questo tipo. Cosa dovrebbe contenere un vero programma di politica culturale? Un’idea della comunità che si intende costruire e dell’offerta culturale che può contribuire a realizzarla. Questo prima di tutto. Oggi più che mai se si vuole fare cultura bisogna destinare un ruolo decisivo a progetti, investimenti e finanziamenti».
Di seguito, è proprio lo sguardo offerto dalla rivista sul ruolo e sul destino del cinema a Livorno a destare inquietanti riflessioni non a caso proprio tra le righe dell’articolo dedicato da Francesca Cagianelli alla straordinaria personalità di Virgilio Marchi e alla necessità di promuovere finalmente a Livorno la geniale stagione creativa del poliedrico architetto e scenografo cittadino.
Laddove infatti Genova ha inteso con lungimiranza ospitare una ricca messe di testimonianze artistiche di quest’ultimo nella prestigiosa location del Museo dell’Attore, Livorno ha deciso non solo di non commemorare finora in alcun modo il suo elettissimo figlio spirituale, ma addirittura di sfregiarne la memoria demolendo lo splendido manufatto da lui siglato, il Cinema Odeon, a vantaggio della produzione di uno sciatto quanto inutile parcheggio, disertato a buona ragione dalla gran parte dei Livornesi.
A nobilitare questi discutibili frangenti di una buia, ma fortunatamente inabissata, vicenda amministrativa, si desta il canto ritrovato di Rossana Bertini che con la sua musica barocca riafferma – una volta rientrata in Italia, nel ’90 – la dignità delle intonazioni antiche, già affermata sui più prestigiosi palcoscenici internazionali, dal Lincoln Center di New York al Concertgebouw di Amsterdam, dal Konzerthaus di Berlino e di Vienna al Festival di Edinburgo e alla Chapelle Royale di Versailles, “ovunque, insomma – come chiosa ironicamente Federico Marri – meno che a Livorno”.
Eppure, leggendo la rubrica “Capitoli sul collezionismo”, dedicata in quest’occasione alla prestigiosa Raccolta Bardi, Francesca Cagianelli non esita a tratteggiare la Livorno dei primissimi anni del XX secolo come una colonia illuminata di artisti e intellettuali.
Si intitola infatti “Il Caffè Bardi. L’età dell’oro degli intellettuali labronici nella raccolta di Mario Bardi”, l’intervento con cui la storica dell’arte decide di celebrare una delle raccolte forse più esemplificative dell’orgoglio identitario della città di Livorno.
A coronamento di oltre un decennio di studi dedicati alla stagione del Caffè Bardi, da lei riscoperta nei tanti misteri racchiusi negli Archivi nazionali, l’autrice sembra voler consegnare le chiavi della rinascita culturale livornese nel segno di quello spirito di sofferta ma coraggiosa internazionalità con cui i protagonisti dello storico Caffè seppero imporre le ragioni dell’arte in una Livorno solo apparentemente insensibile, ma dove certamente si poteva combattere e sperare per l’affermazione di nuove idealità.
Risponde egregiamente a tali idealità la fulminante copertina confezionata per quest’ultimo fascicolo di Livorno Cruciale, ovvero uno dei capolavori di Osvaldo Peruzzi intitolato non a caso al cinema: dedicato al mito di Greta Garbo e alle sue memorabili interpretazioni, il dipinto selezionato in questa occasione per rappresentare la linea editoriale della rivista, Regina Cristina (1983), attraverso il gioco dinamico dei riflettori cinematografici sul volto lunare della diva, enuncia le potenzialità della Livorno ‘migliore’, quella cioè protesa al superamento dei confini territoriali e destinata ad imporsi in Italia e nel mondo.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

L’Eros conquista Livorno Cruciale

L’Eros conquista Livorno Cruciale

In edicola e il libreria il nuovo numero dell’imperdibile rivista

Editoriale di Dario Matteoni

A voler anticipare le innumerevoli suggestioni destinate a inondare l’immaginario dei lettori di questo nuovo numero di “Livorno cruciale” dedicato alla sessualità e nel tentativo di offrire al pubblico una visione non scontata di un tema che potrebbe apparire fin troppo à la page, sono ritornato con la memoria a una lettura compiuta in uno dei miei primi soggiorni a Parigi alla metà degli anni Settanta, The Deltus of Venus, una raccolta di racconti scritti da Anaïs Nin per un collezionista ‘privato’, apparsa postuma nel 1978. Questo libro, poi tradotto anche in italiano, è da considerarsi a tutti gli effetti uno dei capolavori della letteratura erotica del Novecento cui molti ancora oggi attingono. La storia di questa raccolta di racconti è assai nota, ma vale la pena riassumerla brevemente per la sua stranezza.
Un collezionista di libri aveva ingaggiato lo scrittore americano Henry Miller affinchè scrivesse in cambio di cento dollari al mese racconti erotici; l’autore del Tropico del Capricorno aveva accettato, ma poi aveva passato la commissione alla sua amica Anaïs.
“Così – racconta la Nin – incominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata, che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità. Ma non ci fu nessuna protesta”. Il ricco collezionista, ricevuti i primi testi, raccomandò meno poesia e più dettagli specifici sul sesso. La Nin rispose a tale invito con una lettera che illumina ancora oggi sulle modalità con cui affrontare i temi dell’erotismo: “Il sesso – scrive Anaïs – perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all’emozione, all’appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l’intensità (…). Questo è quel che conferisce al sesso la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi afrodisiaci. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni”. E ancora: “Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino. Quanto perde con questo periscopio sulla punta del pisello, quando invece potrebbe godersi un harem di meraviglie tutte diverse e mai ripetute!”.
E come la giovane modista di Parigi, quella Matilde descritta in un racconto della Nin, anche la modella della copertina di questo numero si guarda allo specchio in sottile gioco erotico dove compiacimento e provocazione si mescolano indissolubilmente.
Tra l’altro la nostra scrittrice affermava giustamente che scrivere di sesso era diventata una strada verso la santità invece che verso la dissolutezza e, se vogliamo, la pittura di Vittorio Corcos, mirabilmente analizzata nel saggio di Francesca Cagianelli, non indica proprio questo cammino?
.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Finalmente in porto

evento 1
Finalmente in porto

le Edizioni ETS
Gloria Borghini

il Presidente di “Archivi e Eventi”
Francesca Cagianelli

hanno il piacere di invitarla
alla presentazione del fascicolo 11 della rivista

“Livorno Cruciale XX e XXI”
quadrimestrale di arte e cultura

dedicato al Porto di Livorno

Autorità Portuale di Livorno
Palazzo Rosciano, 6 – 57123 Livorno

venerdì 9 novembre 2012, ore 17.00

SALUTI DELL’AUTORITA’ PORTUALE

introduce e coordina Francesca Cagianelli

interverranno

Luca Difonzo – oficina94
Dario Matteoni – direttore dei Musei Nazionali di Pisa
Alessandro Merlo – Dipartimento di Architettura
Università di Firenze
Olimpia Vaccari – Coordinatore esecutivo
Centro Studi Storici Mediterranei
Università di Pisa

Approda in porto l’itinerario del quadrimestrale “Livorno Cruciale”, senza sterzate, anzi con coerenza e programmaticità, dopo una serratissima sequenza di argomenti sempre selezionati con un occhio alla cultura, ma con l’animo pieno di attualità.
Non si svuole smentire neppure stavolta la linea editoriale di questa rivista e mentre sciorina con inedite immagini e preziosi capolavori gli squarci più spettacolari di un porto dipinto, senza esclusione di alcuno, dall’intera compagine degli artisti livornesi tra Ottocento e Novecento, ospita al contempo l’autorevole intervento del Presidente Giuliano Gallanti, che tutti noi accogliamo con entusiamo in questa sede come una sfida per il futuro.
Proprio in quest’ottica avviene senza forzature che dopo le spumeggianti immagini delle celebrazioni della Lepanto apparse sull’Illustrazione Italiana, dopo le alchimie di malachite costruite da Giovanni Fattori nei paraggi del Cantiere Orlando, dopo l’amorevole insegnamento di Guglielmo Micheli orchestrato sullo scenario marinaresco delle chiatte oscillanti nel riverbero delle onde, dopo gli sbattimenti luminosi dei tramonti infuocati sulla battigia di Mario Puccini, il nostro porto si avvii oggi a trasformarsi, nelle intenzioni e nei progetti di istituzioni e professionisti, in una realtà dominata da un auspicabile gigantismo navale, dal potenziamento dello scalo marittimo, dall’incremento delle potenzialità del nodo di Livorno all’interno della catena logistica internazionale.
A celebrare le potenzialità non solo industriali, commerciali e logistiche del porto di Livorno si è voluto fortemente invocare l’apporto dell’obiettivo di un prestigioso fotografo toscano, quasi a controbilanciare le passionali, nostalgiche, liriche e coinvolgenti testimonianze pittoriche dei secoli trascorsi con l’impatto altrimenti scioccante del suo sincretistico linguaggio, costantemente in bilico tra poetica introspezione e responsabilità critica.
Impreziosisce infatti questo numero con un portfolio coloratissimo di 9 inediti scatti, anteprima del rutilante percorso espositivo ideato da “Archivi e Eventi” e da Oficina 94, quello che si è inteso definire “il porto in mente”, l’itinerario fotografico, infuocato di cromatismi in chiave Pop Art, di Carlo Cantini, interprete negli anni Settanta della genesi delle opere di Burri, Ceroli, Salvadori e Buren, protagonista negli anni Ottanta delle Biennali di Bilbao e Parigi, al centro tra gli anni Novanta e il Duemila di spettacolari eventi espositivi, in particolare presso il Museo Marino Marini e la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti di Firenze.
Ma le sorprese e le novità di questo densissimo numero non si esauriscono certamente nell’indagine monografica, anzi si frantumano come sempre in suggestioni e ammiccamenti variegati, se pur non episodici: basti pensare al richiamo all’ordine in sede culturale proveniente dalla giovanissima voce di Lorenzo Del Lucchese, intervistato da Antonio Papini nella sferzante rubrica “Versus”.

Evento 2

Inaugurazione della mostra
IL PORTO
Fotografie di Carlo Cantini

con presentazione del fascicolo 11 del quadrimestrale di arte e cultura “Livorno Cruciale XX e XXI” dedicato al Porto di Livorno (Archivi e Eventi ed. ETS)

LUOGO: “Oficina 94” , studio di Architettura
INDIRIZZO: via Roma, 94 – 57126 Livorno, corte interna
TELEFONO: 0586260706
E-MAIL: info@oficina94.it
SITO INTERNET: http://www.oficina94.it
DATA e ORARIO: 10 novembre 2012, ore 17.30

Lo studio di architettura “Oficina 94” e l’associazione “Archivi e Eventi” hanno curato una mostra fotografica dedicata al Porto di Livorno. L’inaugurazione, prevista per sabato 10 novembre alle ore 17.30 nei locali di oficina94 in via Roma 94, sarà anche l’occasione per la presentazione del numero monografico della rivista Livorno Cruciale XX e XXI dedicato al porto toscano. Sponsor dell’evento la Tenuta Agricola Torre a Cenaia che offrirà l’aperitivo.

Oficina 94, con questo quarto evento organizzato all’interno dei propri locali, sceglie di celebrare il luogo simbolo della propria città attraverso lo sguardo “innamorato” del celebre fotografo fiorentino Carlo Cantini. La chirurgica perfezione formale e tecnica dello scatto di Cantini fa pensare che allo sguardo dell’artista si affianchi quello, forse più severo, della città stessa. Livorno sembra stare dietro ad ogni fotogramma pur non rivelandosi mai.
Carlo Cantini , Fiorentino, fin dagli anni ’70 ama lavorare insieme ad altri artisti, tra i quali ricordiamo Burri e Buren.
Negli anni 80 partecipa alle principali biennali europee (Parigi, Bilbao ad esempio) ed espone in molti musei di arte contemporanea.
Versatile professionista è da sempre attivo anche nella Moda, nell’Architettura, nel Design, nella Pubblicità e nell’editoria.
Negli Ultimi venti anni la sua fotografia viene proposta nelle migliori gallerie e nei migliori musei toscani.

Oficina 94 nasce dall’incontro di cinque architetti (Giuseppe Gagliano, Fabrizio Filippelli, Erika Bartoli, Luca Difonzo, Antonio Casalini) che hanno scelto di unire amicizia e professionalità in una sinergia che possa garantire dinamismo e costante crescita professionale. I principali settori di ricerca dello studio sono l’architettura urbana, la progettazione integrata e la sostenibilità ambientale. Con questo evento vogliono creare nuove opportunità di riflessione sul futuro della città e del suo porto.

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized