Archivi tag: Teatro Goldoni

L’editoriale di Livorno Cruciale a firma di Amedeo Belluzzi, ordinario di Storia dell’Architettura all’Università di Firenze

Il teatro è il tema privilegiato da questo fascicolo di “Livorno cruciale”, che propone incontri con protagonisti delle scene e riflessioni su autori del passato. Mimo, ballerino, coreografo, attore, regista, disegnatore: un talento poliedrico consente a Lindsay Kemp di misurarsi con ruoli diversi. Artista nomade, per indole e per gli impegni teatrali, dichiara di essere stato attirato dallo “spirito” di una città particolare come Livorno. L’intervista si svolge nella sua casa, presso il Mercato Centrale, un rifugio dove non si sente straniero. Kemp appare lusingato dalla vicinanza con lo studio dove dipingeva Modigliani e profondamente sconcertato per il fatto di abitare nel sito del Politeama, risalente al secondo Ottocento, scampato ai bombardamenti che hanno distrutto altri spazi teatrali, ma abbattuto verso il 1970 per un intervento di carattere speculativo. Consapevole dei problemi che affliggono il panorama artistico livornese e italiano, per averli sperimentati in prima persona, Kemp ha potuto riprendere dopo parecchi anni i contatti con il teatro Goldoni e oggi è impegnato come regista nell’allestimento del “Flauto Magico” di Mozart. Tale opportunità gli è stata offerta dal nuovo direttore della Fondazione Goldoni, Marco Leone, che in un colloquio illustra il prossimo cartellone, le iniziative complementari, e delinea il possibile ruolo della più importante istituzione teatrale livornese dall’ambito cittadino a quello regionale, senza trascurare le rilevanti implicazioni di carattere economico. L’incontro con Emanuele Barresi, attore e regista, fondatore della Compagnia degli Onesti, è l’occasione per una verifica del rapporto fra la città e gli spettacoli teatrali, con un panorama delle sale disponibili oltre al Goldoni (Quattro Mori, Teatro Vertigo, Teatro C, The Cage, il Grattacielo, il Cral Eni, i Salesiani, il Teatro della Brigata) e la constatazione che le compagnie teatrali aumentano di numero, riuscendo ad attirare un pubblico numeroso nonostante il mancato appoggio da parte delle istituzioni. Altre interviste presentano le figure della cantante lirica Maria Luigia Borsi e dello scenografo Fabio Leonardi. L’apertura della rivista è dedicata alle caricature di ambiente teatrale di Leonetto Cappiello, che rivela pienamente le proprie qualità grafiche nell’ambiente artistico parigino. La sua fama è oggi affidata soprattutto ai cartelloni pubblicitari di vari prodotti, ma sono le caricature di attrici a garantirgli l’affermazione professionale attorno all’anno 1900. Cappiello non punta sull’amplificazione e la distorsione dei tratti fisiognomici e riesce a rendere il carattere, la personalità, la gestualità, grazie a una sintesi grafica che si confronta con l’arte giapponese. Basta una linea sottile per animare uno sguardo o un sorriso. Fra gli autori teatrali, una citazione erudita ripropone la figura di Abramo Basevi (1818-1885), compositore di opere liriche, scrittore in vari ambiti della musicologia, direttore dell’Istituto musicale (Conservatorio) fiorentino, trascurato dalla città natale, persino nella toponomastica stradale. Ben diverso il caso di Dario Niccodemi, commediografo di successo a livello internazionale, impresario teatrale coraggioso, sostenitore di un testo innovativo come i Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello. Dopo la dissacrante parodia della Nemica messa in scena da Paolo Poli, la sfida consiste nella capacità di storicizzare i drammi che per mezzo secolo hanno commosso gli spettatori. Oltre agli argomenti di carattere teatrale, non mancano altri spunti, forniti dall’articolato sistema delle rubriche: la figura del pittore Pierino Fornaciari; la questione, fondamentale per la città, del piano regolatore per il porto; le travagliate vicende della chiesa di Santa Rosa, per la quale Michelucci aveva fornito alcuni schizzi; florilegi di mostre di pittura, presentazioni di libri.

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Tra poco torna Livorno Cruciale

APPRODA AL TEATRO GOLDONI IL NUMERO UNICO 2016 DI LIVORNO CRUCIALE

É al teatro Goldoni di Livorno che “Archivi e Eventi” ha deciso di festeggiare il 16° numero del periodico “Livorno Cruciale”, intitolato non a caso al Teatro e impreziosito da un’accattivante copertina dedicata a un rarissimo manifesto di Leonetto Cappiello, Maillane, 1912.

Mercoledì 30 novembre 2016, alle ore 17.30, presso la Sala Mascagni, sarà l’occasione per celebrare Lindsay Kemp, intervistato da Teresa Giannoni per la nostra rivista.

Ma la poliedricità dell’universo teatrale labronico scorre tra le pagine di questo seducente fascicolo in varie linfe, costantemente divaricate tra storia e attualità, dalla graffiante rievocazione di Dario Niccodemi firmata da Mario Bernardi Guardi, alle “dive del sorriso” eternate da Leonetto Cappiello al centro della ricognizione di Francesca Cagianelli, reduce dalla pubblicazione della monografia dell’artista. Senza contare la rubrica “Le arti sul palco” che stavolta propone un intrigante controcanto tra l’ironia camaleontica di Emanuele Barresi, in quest’occasione intervistato da Laura Ferrario tra l’altro nelle vesti di curatore della stagione teatrale dei Quattro Mori, e la raffinatezza interpretativa di Maria Luigia Borsi, intervistata da Federico Marri, proiettata verso palcoscenici internazionali, attualmente reduce dalla realizzazione del cd della Naxos “Italian Soprano Arias” nel quale, accompagnata dalla London Symphony Orchestra diretta da Yves Abel, canta Puccini, Respighi, Catalani e Verdi.

Non mancano davvero altre sorprese, sia che si spazi nell’ambito di contributi inediti e specialistici quali quello di Tiziano Rosselli, intitolato al “Caso Basevi”, volto al recupero di questo musicologo livornese dimenticato dalla sua città, così come il cammeo di Francesca Cagianelli dedicato all’ancora misconosciuta personalità di Piero Fornaciari, sia invece che piaccia aggiornarsi sull’attualità del gusto pittorico nella Livorno contemporanea, laddove Fabio Leonardi, intervistato da Alberto Gavazzeni tanto con riferimento alla sua collaborazione con il teatro Goldoni quanto nelle vesti di artefice di Effetto Venezia, si spende oggi sul discusso Progetto Parterre.

Non si può neppure non citare la rubrica “Arte e Scuola” che affronta oggi il dibattuto fenomeno delle Accademia d’Arte con un provocatorio contributo a firma di Luigi Bernardi.

Nasce infine una nuova preziosa rubrica, “Notizie dal mondo”, curata da Maurizia Tazartes, storica e critica d’arte, collaboratrice de “Il Giornale”, che arricchisce definitivamente il parco delle recensioni d’arte.

In conclusione, non soltanto un numero monografico, e neppure meramente schierato verso un’univocità pittorica, ma un florilegio in bilico tra le eccellenze della storia e le sorprese della contemporaneità, secondo la vocazione centrifuga di tale rivista.

Si vuole concludere con l’intervista di Marco Leone, direttore generale della Fondazione Goldoni, firmata da Teresa Giannoni per la rubrica “Pleiadi”, dove dichiarazioni programmatiche incentrate su questioni quali l’“apertura alla città” e la “condivisione rispetto agli altri spazi culturali della città”, in vista della creazione di “una rete di collaborazioni”, lasciano finalmente intravedere spiragli di una nuova stagione del teatro Goldoni.

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a Collesalvetti… IL MUSEO DIVENTA SPETTACOLO

Inediti e sorprese nel calendario 2015 della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini

Densissimo e stracarico di sorprese, ancora non tutte enunciate, si profila il calendario degli eventi espositivi e dell’attività culturale della Pinacoteca Comunale Carlo Servolini a Collesalvetti.

In programma per sabato 14 febbraio, il “San Valentino al Museo”, consistente in una ‘mostra-conferenza’ a sorpresa, ideata da Francesca Cagianelli nell’ambito dell’esposizione in corso dedicata a Rodolfo Procaccia.

Tale iniziativa, dal titolo “Aleardo Kutufà d’Atene: il caposcuola dell’Arte Sinarchica. Fremiti dannunziani e mode neogotiche nella Toscana del XX secolo”, intende lanciare inediti spunti di riflessione destinati ad arricchire l’orizzonte storico-artistico livornese, ma più latamente toscano, del Novecento, all’insegna di quell’ondata simbolista e divisionista che sembra configurarsi sempre più prepotentemente come una delle sorprese dominanti nel panorama figurativo del nostro territorio.

Al via giovedì 5 marzo 2015 la grande e attesissima mostra dedicata a Virgilio Marchi, considerato dalla critica eccellente uno dei geni, senza dubbio, dell’arte italiana del Novecento.

Tale mostra, promossa dal Comune di Collesalvetti in collaborazione con la Fondazione Livorno, inaugurerà un lungo ciclo espositivo esteso fino al febbraio 2016, riccamente articolato e tuttavia organico alla cultura servoliniana, costellato di iniziative intitolate ai più rivoluzionari movimenti del Novecento, dal futurismo all’informale, ma soprattutto diventerà il battistrada per il calendario in onore del 120° di questo straordinario architetto-scenografo.

Sarà l’occasione per avventurarci in termini non convenzionali, tra le infinite declinazioni dell’ineguagliabile talento di Virgilio Marchi, insieme a docenti universitari, ma anche attori, scrittori e registi, in un calendario che, lungi dal profilarsi come un coacervo di frammenti, vuole sistematicamente rapportarsi con la mission della Pinacoteca e con la storia del patrimonio artistico colligiano.

E così il Museo diventa Spettacolo, come suona lo spot individuato per questo calendario colligiano, contribuendo al dinamismo e al rinnovamento degli standard culturali del nostro territorio.

Previste rispettivamente in occasione di Notte Clara (sabato 18 luglio 2015) e della Fiera Paeasana di Collesalvetti (martedì 1 settembre 2015), si svolgeranno altre due mostre, rispettivamente una rassegna monografica dedicata a un artista dimenticato del nostro Novecento, e un percorso espositivo ideato in occasione delle commemorazioni della prima guerra mondiale.

A fine anno ancora un evento espositivo, anch’esso a sorpresa, dedicata a un altro artista dimenticato del futurismo, eppure strettamente legato alla vicenda culturale e artistica dei due Servolini.

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MARRI NOMINATO RAPPRESENTANTE DELL’ISTITUTO MASCAGNI NEL CDA DEL TEATRO GOLDONI

Salutiamo con soddisfazione la nomina di Federico Marri, nostro collaboratore per il periodico di arte e cultura “Livorno XX e XXI”, nel cda della Fondazione Teatro Goldoni, come rappresentante dell’Istituto Mascagni, dove ricopre la cattedra di Storia ed estetica musicale.

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