Pubblicato da: livornocruciale | 24 aprile 2012

Neofiti, naïfs, plagiari e giapponismo

Critica e cacciucco

Neofiti, naïfs, plagiari e giapponismo 1.

di Francesca Cagianelli

Un inferno del gusto, quello dispiegato nella recente mostra Giapponismo, suggestioni dell’Estremo Oriente dai Macchiaioli agli anni Trenta, in corso alla Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, temeraria quanto abortita silloge del fenomeno giapponista in Toscana: a partire dal sottotitolo fortemente evocativo di slogan vinicoli.

La diffusa arbitrarietà delle proposte iconografiche sfiora talvolta l’immaginazione oppiacea, come nel caso di Francesco Gioli e di Gastone Razzaguta, ma più spesso sconcerta lo slalom in stile video-game proposto nel disomogeneo catalogo, tra sezioni tematiche ingenuamente calibrate sul ragionamento iconografico (mediocre quella del paravento) e difettosi cannocchiali storico-critici, valga per tutti quello dell’influenza giapponese sul teatro italiano, addirittura risibile per l’inorganica e lacunosa selezione.

Nel tentativo di concertare uno spesso coatto parallelismo tra arti decorative, scultura, grafica e pittura, il curatore labronico, un po’ infervorato e un po’ disorientato, perde costantemente la bussola, rischiando in certi casi il deragliamento.

La sensazione di una pressochè totale assenza di familiarità con la cultura figurativa dell’Ottocento e del Novecento emerge scabrosamente dalle smagrite proposte pittoriche e grafiche, gran parte della quali saccheggiate da cataloghi e monografie recentissimi, senza mai l’ambizione della rarità, né tanto meno della scoperta.

Particolarmente depresse risultano le presenze toscane, con proposte ovvie, ma più spesso discrezionali, mentre i due poli della mostra, macchiaioli e anni Trenta, si distinguono per scelte deludenti e riciclaggi imperdonabili.

Estensore impenitente di sabotaggi strumentali, il curatore labronico, prosegue nella sua ampollosa e al contempo forcaiola manomissione del giudizio critico, insistendo, come vedremo nelle prossime puntate della nostra rubrica, nella commiserevole delegittimazione del catalogo della mostra L’Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno di Mariano Fortuny.

Devastato da altezze impraticabili, l’archeologo si inabissa stavolta sul terreno di un malinteso gusto petroniano: e come in una sorta di coitus interruptus, si assiste, tra le righe del suo abrégé, ad una mal dissimulata appropriazione del catalogo fortunyano, per poi trincerarsi in nota nella consueta e solo in apparenza salomonica digressione polemica.

L’unico affondo fortunyano, quello appunto assestato nella mostra rodigina del 2010, ha inaugurato in Italia una nuova stagione di studi, di cui la tappa fiorentina costituisce la prima frusta propaggine, ci auguriamo seguita da episodi di ben diverso rigore e maggiore dignità

L’atto vampiresco perpretato ai danni del catalogo della mostra dedicata a Fortuny si snoda tra l’altro tra poco edificanti ratti iconografici e mortificanti riciclaggi storico-critici, nel vano tentativo di alleviare l’urto con l’impattante mostra rodigina.

Insomma ancora una volta la bile palesata dal curatore labronico finisce col declassarlo irrimediabilmente al secondo ed ultimo posto.

Ne deriva un’auspicabile calmierazione del mercato espositivo  e insieme un monito per quegli enti pubblici che, chiamati ad una missione di rigorosa selezione delle competenze, evitino le secche dei neofiti.

Pubblicato da: livornocruciale | 10 aprile 2012

PINACOTECA “SOTTO TORCHIO”: incontri sull’antica arte della grafica

PINACOTECA “SOTTO TORCHIO”

Appuntamenti con la grafica
i segreti della tecnica, il fascino del Bianco e Nero

Progetto promosso da

Comune di Collesalvetti
Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno
Fondazione Il Bisonte per lo studio dell’Arte Grafica

coordinamento scientifico di Francesca Cagianelli

Calendario

sabato 14 aprile 2012 – ore 17.00
Introduzione all’arte del torchio

Saluti delle Istituzioni

Sindaco del Comune di Collesavetti – Lorenzo Bacci
Assessore alla Cultura del Comune di Collesavetti – Donatella Fantozzi
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno – Luciano Barsotti

Interverranno

Francesca Cagianelli – storica dell’arte
Rodolfo Ceccotti – titolare della cattedra di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze e direttore della Fondazione Il Bisonte per lo studio dell’Arte Grafica di Firenze

mercoledì 18 aprile 2012, ore 10.00
Il torchio per le scuole
Yasmine Dainelli
Tecniche dirette e indirette, acquaforte e puntasecca

venerdì 4 maggio 2012, ore 17.00
Il torchio aperto al pubblico
Margherita Santaniello
Bulino e maniera allo zucchero

mercoledì 9 maggio 2012, ore 10.00
Il torchio per le scuole
Simona Perruzza
Acquatinta e maniera a pastello

venerdì 11 maggio 2012, ore 17.00
Il torchio aperto al pubblico
Denia Petrocelli
Collografia

giovedì 14 giugno 2012, ore 17.00
Il torchio aperto al pubblico
Luca Di Pietro
Mezzotinto

Mostra dei Borsisti
giugno-settembre 2012

con l’occasione si terrà una conferenza dal titolo
Un bilancio sull’incisione tra didattica e strategia culturale

Saluti delle Istituzioni

Sindaco del Comune di Collesavetti – Lorenzo Bacci
Assessore alla Cultura del Comune di Collesavetti – Donatella Fantozzi
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno – Luciano Barsotti

Interverranno

Francesca Cagianelli – storica dell’arte
Rodolfo Ceccotti – titolare della cattedra di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze e direttore della Fondazione Il Bisonte per lo studio dell’Arte Grafica di Firenze

Il programma “PINACOTECA SOTTO TORCHIO”, coordinato da Francesca Cagianelli, si svolge nell’ambito del progetto promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno relativo alle Borse di Studio destinate ai giovani allievi del Bisonte provenienti dalla Provincia di Livoro, e si concluderà con l’allestimento della Mostra dei Borsisti nelle sale della Pinacoteca Carlo Servolini.
L’obiettivo di tale progetto è la celebrazione e la divulgazione delle personalità di Carlo e Luigi Servolini, numi tutelari della Pinacoteca colligiana e dell’intero territorio.
Alle numerose mostre promosse dal Comune di Collesalvetti presso la Pinacoteca Carlo Servolini si accompagna ora questo importante progetto destinato a coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Destinato a un pubblico trasversale, dai giovani studenti agli appassionati della grafica, il progetto “PINACOTECA SOTTO TORCHIO” consiste nella focalizzazione dei principali procedimenti grafici sotto la guida di esperti formati dal Bisonte e in lezioni di approfondimento scientifico legate all’insegnamento di Carlo e Luigi Servolini e curate da Francesca Cagianelli.
Grazie alla disponibilità de “Il Bisonte” è stato allestito all’interno della Pinacoteca un torchio di marca Bendini (Bologna), uno dei primi torchi della nota stamperia, anzi il primo piccolo torchio storico.
L’attività de “Il Bisonte” come Fondazione è quella di insegnare e divulgare l’arte dell’incisione non solo attraverso l’insegnamento, ma anche tramite l’organizzazione di mostre a tema.
La scuola vanta ormai quarant’anni di attività e i corsi principali hanno una durata annuale di 800 ore: durante tale periodo gli studenti apprendono tutte le tecniche calcografiche e tutti i metodi di stampa, compreso l’uso delle varie carte.
Durante l’anno si svolgono vari seminari di xilografia, litografia, serigrafia, storia ed evoluzione della stampa d’arte, maniera nera, bulino, incontri con artisti, visite al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi.
Alla fine dell’anno i lavori degli studenti vengono esposti in una mostra in una sede diversa da “Il Bisonte”, quando l’Archivio Storico del Comune di Firenze, quando nelle sale espositive del Comune di Fiesole, e, nell’occasione, viene pubblicato un catalogo comprendente i testi che riassumono l’attività annuale de “Il Bisonte” e i commenti degli studenti sul proprio operato.
I borsisti della Provincia di Livorno, grazie alla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, frequentano il corso annuale e sono quattro per ogni anno, scelti attraverso una selezione del loro percorso di studi e una cartella di lavori presentata all’atto della domanda.
Nel 2012 la mostra dei Borsisti si terrà nei locali della Pinacoteca “Carlo Servolini”, a simboleggiare un sodalizio grafico all’insegna dei Servolini.

In caso di adesione è sufficiente apporre la firma leggibile nell’apposita casella.

L’adesione è gratuita.

[ ] nome……………. cognome………. …. città………………

Curricula

RODOLFO CECCOTTI

Nato a Firenze nel 1945, da un anno vive e lavora in campagna a Petrognano presso Rufina.
Ceccotti coniuga da sempre l’attività di pittore a quella di incisore. Titolare della cattedra di tecniche dell’incisione all’Accademia di Belle Arti di Firenze dal 1996 è anche direttore della Fondazione Il Bisonte per lo studio dell’Arte Grafica di Firenze.
Autodidatta si dedica alla pittura fin da ragazzo; decisiva è stata l’amicizia con i poeti Gatto, Gherardini e Batocchi e con i pittori fiorentini Capocchini, Caponi, Vignozzi, Scatizzi e Tirinnanzi, ma i suoi maestri ideali sono da sempre Constable e Turner, Borrani, Sernesi e Fattori, Manet e Friedrich.
Poco più che ventenne vince una borsa di studio del Comune di Firenze per giovani artisti. E’ invitato alle mostre biennali del Fiorino nel 1971, nel 1973 e nel 1977. Tiene la sua prima personale alla Galleria Inquadrature nel 1974 presentato da Raffaele Monti. Nello stesso anno progetta le vetrate per la chiesa di San Silvestro a Tobbiana di Prato. Dall’anno successivo inizia a tenere personali in varie città italiane, fino al prestigioso invito per un’ampia antologica al Centro Culturale Olivetti di Ivrea nel 1979 presentato da Carlo Ludovico Raggianti.
Seguono numerose collettive a carattere nazionale ed internazionale. I temi caratteristici della sua pittura sono già delineati: orizzonti solcati da nuvole con profili di alberi, di cespugli o casolari solitari.
Nel 1979 Ragghianti gli affida il corso di disegno all’Università Internazionale dell’Arte di Firenze.
Nel 1984 è fra i cinque artisti scelti da Leonardo Sciascia per la mostra milanese Artisti e Scrittori alla Rotonda della Besana a Milano.
Tommaso Paloscia lo segnala nel catalogo della Grafica Mondatori nel 1984.
Una nuova svolta si riscontra nei dipinti e negli acquerelli dopo un viaggio in Sicilia nel 1986, con cieli dai colori accesi che coprono spazzi deserti. Le opere di questo periodo sono presenti in due personali, alla Galleria Pananti di Firenze nel 1987 e alla Tavolozza di Palermo nel 1988. Nel 1990 tiene una personale a Piombino e nel 1991 presenta alla Fortezza Doria di Portovenere i suoi ultimi lavori con quelli dell’amico Piero Vignozzi.
Fra le principali mostre di incisione si ricordano: L’immagine del segno 1940-1990, Villa Renatico Martini, Monsummano Terme; Dieci anni di acquisizioni 1984-1990, Gabinetto delle Stampe degli Uffizi; Segni di Toscana, Chianciano; Firenze 4 novembre 1966. Trent’anni dopo, Il Bisonte, Firenze; III Biennale dell’incisione, Rotary Club, Aqui Terme; XIV Premio Internazionale di Biella, Biella.
Nel 1997 ha eseguito otto incisioni per illustrare il volume di poesia Mentira di Dedy Luziani edito da Il Bisonte. Nei primi mesi del 2000 per l’editore Maschietto & Musolino, esce una nuova traduzione delle Georgiche di Elvio Natali, accompagnata da otto incisioni di Ceccotti che ne illustrano la stagioni.
Nella mostra che conclude i festeggiamenti per i quarant’anni de Il Bisonte, promossa dal Comune di Firenze al Museo Marino Marini, Attualità della Tradizione – Incisori per Il Bisonte, Ceccotti espone due delle sue ultime incisioni.
E’ invitato a partecipare ad alcune delle più importanti rassegne di grafica, fra queste: Presenze dell’arte incisoria nella cultura contemporanea, Museo Civico, Bassano del Grappa; Il segno e la memoria, Biennale dell’incisione contemporanea, Villa Morosini, Mirano, Venezia. Nel 2001 vince la seconda edizione del Premio Leonardo Sciascia – amateur d’estampes; tiene un’ampia personale Cieli e terre di Maremma al museo Marino Marini curata da Antonio Natali. Nel 2005 è invitato alla mostra a cura di Raffaele Monti Percorsi della pittura figurativa del ‘900 fra Toscana e Firenze presso la Strozzina di Firenze.
Tiene nel 2006 una personale Ombre e Riflessi al Gruppo Gualdo nel Comune di Sesto Fiorentino a cura di Antonio Natali. Nel 2007, Vittorio Sgarbi lo invita alla mostra Arte Italiana – 1968-2007 a Palazzo Reale di Milano.
L’ultima personale dal titolo La cipressa ferita ed altre storie, si è svolta nel 2008 nella sede espositiva dell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze con presentazioni di Francesco Guerrieri e Piero Vignozzi.

Luca DI PIETRO (Livorno 1987)
Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze ha vinto una borsa di studio della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno per la frequenza al corso di Specializzazione per in “Incisione e Stampa d’Arte” di 1100 ore presso la Scuola Internazionale di Specializzazione per la Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze.

Yasmine DAINELLI (Livorno 1987)
Dopo il diploma in pittura e decorazione all’Istituto d’Arte “F. Russoli” di Pisa, e l’attestato della IV edizione de “Il Segno Inciso”, ha frequentato nel 2010 il corso di Qualifica Professionale per “Tecnico Qualificato in Incisione e Stampa” di 1400 presso la Scuola Internazionale di Specializzazione per la Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze grazie ad una borsa di studio della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno. Si è diplomata nel 2011 in Pittura presso l’Accademia di Belle di Firenze. Ha partecipato ad alcune collettive tra le quali il Premio “Arte Donna” nel 2009 e il Premio Combat nel 2010.

Simona PERRUZZA (Pisa 1984)
Dopo la maturità artistica, ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze diplomandosi in Pittura nel 2008. Nel 2009 ha vinto una borsa di studio della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno per la frequenza al corso di Qualifica Professionale per “Tecnico Qualificato in Incisione e Stampa” di 1400 ore presso la Scuola Internazionale di Specializzazione per la Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze.
Dal 2003 ha al suo attivo alcune mostre personali e collettive svolte a livello nazionale.

Denia PETROCELLI (Piombino 1981)
Diplomata in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2005 con una tesi su Giovanni Fattori incisore, nel 2006 ha partecipato e vinto il concorso per una borsa di studio offerta dalla fondazione Cassa di Risparmi di Livorno per il corso di Qualifica Professionale per “Tecnico Qualificato in Incisione e Stampa” di 1400 ore presso la Scuola Internazionale di Specializzazione per la Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze. Attualmente collabora come assistente di laboratorio al corso di incisione dell’Università dell’Età Libera presso Il Bisonte.

Margherita SANTANIELLO ( Livorno 1989 )
Ha frequentato il liceo scientifico ad indirizzo artistico “Francesco Cecioni” di Livorno e durante l’ultimo anno di studi ha vinto il concorso regionale “Futura 7”. Nel 2010 ha vinto una borsa di studio della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno per la frequenza del corso di Specializzazione in “Incisione e Stampa d’Arte” di 1100 ore presso la Scuola di Specializzazione per la Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze.

Dopo la grafica pubblicitaria, la caricatura, l’oriente ecco anche la fotografia, un’espressione artistica altrettanto rivoluzionaria rispetto a quelle affrontate nei numeri precedenti della nostra rivista, ormai apprezzata e diffusa in Italia e all’estero, nonché catalogata dal Ministero inquanto periodico riconosciuto dalla Biblioteca dell’Ateneo di Firenze.

La redazione di “Livorno cruciale XX e XXI” conferma, con questo nuovo fascicolo, la determinazione ad ampliare la visuale prospettica delle arti verso la modernità delle istanze più estreme, con un cannocchiale puntato sulle eccellenze: non a caso la copertina è dedicata al ritratto di Manuela Arcuri restituitaci da Claudio Barontini in una miscela compositiva di esplosivo estetismo tra resa scenografica dell’ambiente e discreta eleganza della moda contemporanea.

La bella e celebre attrice è infatti il volto femminile che meglio di tutte rappresenta l’Italia: a dirlo sono state le donne sulla base di una ricerca dell’Associazione “Donne e qualità della vita”, guidata dalla psicologa Serenella Salomoni, realizzata in occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’talia.

Solidi, anzi granitici i capisaldi dai quali prende avvio questa storia sintetica della fotografia livornese, tra tutti l’episodio eccezionale di Bruno Miniati, per la prima volta inquadrato egregiamente dall’erede Riccardo Faucci, professore ordinario di Storia delle Dottrine Economiche presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa, non solo in veste di indimenticabile fotografo dall’“obiettivo pacato, ma spietato”, ma anche come straordinario animatore di un raffinato cenacolo culturale e motivato collezionista del Novecento Livornese.

Ed è proprio lo spunto di tale preziosa testimonianza fotografica, rivolta a documentare cruciali stagioni storiche, tanto locali che nazionali, a far sgorgare quasi fisiologicamente l’impattante fluire, altrimenti seducente, degli attuali scenari urbanistici cittadini, a partire dalle poco edificanti trafile inerenti il concorso per la rifunzionalizzazione della Dogana d’Acqua, fino alla virtualità delle rocambolesche prospettive adombrate per la Cittadella dello Sport: scenari a dir poco inquietanti, che sembrano profilarsi quasi esclusivamente sotto la regia di una compagine amministrativa incapace di affrontare responsabilmente la scommessa urbanistica di una Livorno finalmente finalmente depurata dalla speculazione edilizia: in termini più specifici occorrerebbe reimpostare più correttamente quel “problema del limes” approfondito da Alessandro Merlo nelle “Vagliature”.

Si distinguono d’altra parte, come sempre sulle nostre pagine, le tanti voci di un’opinione pubblica meno allineata, alle quali questa rivista intende continuare a riservare una postazione privilegiata, per il coraggio di denunciare, quando in virtù di una sensibilità più politicamente orientata, quando invece sulla base delle più esclusive ragioni di un’intellettualità che persiste nel lusso di una generosa partecipazione alle sorti del nostro patrimonio artistico e culturale, responsabilità definitive circa una gestione miope, e più spesso lesiva, dei diritti della collettività: una gestione che, come ricorda Guido Guastalla tra le righe della sua intervista pubblicata nella rubrica “Versus”, sconta decenni di cupa arretratezza di una classe dirigente sempre più omologabile a inestinguibili dinosauri.

Vi aspettiamo sabato 24 marzo 2012 alle ore 17.30
alla Galleria d’Arte Le Stanze
per festeggiare l’uscita dell’ottavo numero
di “Livorno Cruciale XX e XXI”

Le scommesse della storia dell’arte
tra promozione e conservazione:
il ruolo di Enti e Fondazioni; gli scenari della didattica;
le strategie per un nuovo turismo culturale

conferenza

sabato 21 gennaio, ore 17.00
Pinacoteca “Carlo Servolini”
via Umberto I, Collesalvetti

Saluti delle Autorità

Lorenzo Bacci
Sindaco del Comune di Collesalvetti

Luciano Barsotti
Presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno

Introduce e coordina

Andrea Lazzeri
Capocronista de “Il Tirreno”

Interventi

Francesca Cagianelli
Conservatrice della Pinacoteca “Carlo Servolini”
e curatrice della mostra

Sandra Roca-Rey
Restauratrice

seguirà cocktail

Con l’occasione sarà possibile visitare la mostra “Giovanni Zannacchini (1884-1939). Sintesi e modernità del Novecento Labronico” con una visita guidata di Francesca Cagianelli

L’Amministrazione Comunale di Collesalvetti ha intrapreso ormai dal 2008 un programma espositivo destinato a valorizzare la Pinacoteca “Carlo Servolini”, un programma improntato a coerenza e rigore: quello della restituzione di un Novecento intimamente legato alla personalità di Carlo e Luigi Servolini.
Il ‘caso’ di Giovanni Zannacchini, celebrato nella mostra in corso alla Pinacoteca, diventa in tale contesto evidentemente prioritario, vuoi per la robustissima tempra di incisore, informato delle coordinate auree del rinascimento grafico del ventennio italiano, vuoi per l’aristocratica vocazione coloristica in gara con le più acclamate cromie giapponiste, vuoi infine per una poetica di stringatezza e ingenuismo imparentabili con il “Novecento Italiano”.
Per inaugurare gli eventi culturali della Pinacoteca “Carlo Servolini” nel 2012 si è inteso quindi celebrare con una conferenza tarata sulle tematiche della promozione da un lato e della conservazione dall’altra, l’evento del quadro ritrovato dell’artista labronico nei depositi della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, un quadro non incluso nell’attuale percorso espositivo ed ora finalmente restaurato e visitabile alla mostra colligiana fino all’8 marzo.
Tale evento diventa infatti una testimonianza emblematica di quell’impegno destinato da Enti e Istituzioni alle problematiche non solo della promozione culturale, ma anche della conservazione del patrimonio artistico: un impegno sempre più apprezzato non solo dagli specialisti, ma anche e soprattutto dal grande pubblico, affluito sempre più numeroso e motivato in questi anni alla Pinacoteca colligiana.
Un progetto serrato, quello del Comune di Collesalvetti, che è stato costantemente sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, ed è arrivato a costituire una possibilità concreta di apprezzare e conoscere le più significative stagioni del Novecento livornese e toscano.
Nel corso di tale conferenza Francesca Cagianelli si soffermerà sulle scommesse di una storia dell’arte sempre più motivata da esigenze di conservazione e di promozione, mentre Sandra Roca-Rey puntualizzerà le più innovative tecniche di restauro del moderno.

La mostra Giovanni Zannacchini. Sintesi e modernità del Novecento Labronico, è aperta fino all’8 marzo, tutti i martedì e tutti i giovedì, dalle 16.00 alle 18.00, e su appuntamento. Ingresso gratuito. Visite guidate gratuite a cura di Francesca Cagianelli.

Pubblicato da: livornocruciale | 17 novembre 2011

La smentita della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno

Arriva proprio dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, nella persona del suo Vice-Presidente, la smentita, istituzionale quanto risoluta, relativa ad una presunta presa di posizione in merito alle dichiarazioni di Francesca Cagianelli sullo stato di fatiscenza del Premio Rotonda, dichiarazioni espressamente richieste da parte del quotidiano “Il Tirreno” nel corso di un’intervista alla storica dell’arte.

Viene così fugata per sempre la messinscena di insostenibile aggressività propagandata da alcune faziose minoranze determinate a insabbiare le problematiche di un responsabile dibattito culturale promosso da autorevoli voci cittadine.

Torna così ad essere garantita la democrazia del dialogo e del confronto in merito alle strategie culturali a Livorno che oggi più che mai risentono di un’endemica arretratezza e di una rischiosa autoreferenzialità.

 Ringrazio per l’accenno, nel resoconto della serata conclusiva del premio “Rotonda” (Arte a Livorno n. 5 – News), al mio breve intervento: non può che fare piacere vedersi attribuito un “grande stile”.

Debbo, però, precisare che il resoconto in questione, mentre riferisce esattamente le mie parole nel punto in cui ho accennato al fatto che la Fondazione è lieta di sostenere la manifestazione, in quanto strumento utile per quello sviluppo del territorio che costituisce la missione della Fondazione stessa, mi attribuisce una replica a Francesca Cagianelli, studiosa di livello nazionale ben nota nella nostra città. Non ho, infatti, operato alcuna replica né, tanto meno, pronunziato il nome di lei né di altri, in quanto mi sono limitato ad accennare, richiamandomi alla stampa cittadina, ad “autorevoli voci critiche”, che è compito degli organizzatori valutare ma che non inficiano la validità dell’iniziativa in sé.

Non può rientrare, d’altra parte, nei fin troppo numerosi compiti della Fondazione addentrarsi in valutazioni di stretto carattere artistico alle quali, oltre tutto, sarei personalmente inadeguato.

 Grato dell’attenzione

                Carlo Venturini

Pubblicato da: livornocruciale | 7 ottobre 2011

Le Edizioni ETS Gloria Borghin, il Presidente di “Archivi e Eventi” Francesca Cagianelli

hanno il piacere di invitarla alla presentazione del settimo numero della rivista

“Livorno Cruciale XX e XXI”: Quadrimestrale di Arte e Cultura

in occasione del 150° Istituto Musicale “pietro Mascagni” – Palazzo della Gherardesca, via G. Galilei, 40 – Livorno -  venerdì 28 ottobre 2011, ore 17.30 -  interverranno

 Angela Guiducci – Professoressa presso  il Polo Liceale “F. Cecioni”, Livorno, Federico Marri – Docente di Storia della Musica e bibliotecario dell’Istituto Mascagni, Dario Matteoni – Direttore dei Musei Nazionali di Pisa, Alessandro Merlo – Dipartimento di Architettura Università di Firenze, Cristina Olivieri – critica d’arte e curatrice, introduce e coordina Francesca Cagianelli

in esclusiva la presentazione di una rubrica emozionante e nuovissima “Arte e Scuola” nata in occasione  della mostra di Müller, marzo-aprile 2011

Seguirà Cocktail  

Venerdì 28 ottobre 2011 presso l’Istituto Musicale Pietro Mascagni si presenta il VII° numero del quadrimestrale “Livorno Cruciale”, la prima rivista di arte e cultura a Livorno, promossa da “Archivi e Eventi”, edita da Ets (Pisa), decollata nel 2011 per vendite, visibilità e gradimento nelle migliori edicole e librerie livornesi.

Un’imperdibile rivista, ricca di rubriche, contributi scientifici, uno straordinario apparato iconografico, è il quadrimestrale diretto da Dario Matteoni, che ha l’onore di presentare per la prima volta a Livorno l’inedita rubrica “Arte e Scuola”, annunciata sul Tirreno di giovedì 29 settembre 2011.

Il progetto, ormai di lunga data, parte dalla fortunatissima mostra dedicata da Francesca Cagianelli ad Alfredo Müller, la più visitata mostra a Livorno nel 2011.

Daremo pertanto nel nostro sito a partire dalle prossime ore l’anteprima, protetta dal copyright di “Archivi e Eventi”: un’emozionante antologia dei lavori elaborati da tanti studenti livornesi che a partire dal marzo scorso hanno aderito al prestigioso progetto di Tommaso Eppesteingher, Angela Guiducci, Carla Lupi, Desiderata Manca, relativo alla mostra di Alfredo Müller ai Granai di Villa Mimbelli, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno e curata da Francesca Cagianelli.

Tale significativo e innovativo progetto è stato realizzato con il contributo della Provincia di Livorno, dal Polo Liceale “F. Cecioni” e dal Liceo Scientifico “F. Enriques” , ed è stato autorizzato per la pubblicazione sulla rivista “Livorno Cruciale”.

Sui prossimi numeri verranno pubblicati progressivamente tutti gli elaborati degli studenti livornesi, a ricordare anche per il 2012 la validità non solo scientifica di una mostra quale quella dedicata ad Alfredo Müller, veicolo di cultura italiana all’estero, e ad anticipare le tappe di un nuovo e ugualmente prestigioso progetto internazionale affrontato da “Archivi e Eventi” per l’anno a venire, anch’esso con finalità non solo scientifiche, ma anche didattiche, quello cioè dedicato ad un altro geniale livornese del Novecento, Leonetto Cappiello.

Inevitabilmente, per l’anno 2011, “Archivi e Eventi” ha scelto per la sua rivista una riflessione sul 150°, condotta da una parte attraverso i miti artistici della città ottocentesca, ormai acclamati a livello nazionale, dall’altra concentrata sulla fotografia del suo risicato ruolo culturale nella contemporaneità: un doppio binario che non può non evidenziare un’ormai insanabile scissione tra le potenzialità di un patrimonio artistico, quello dell’800-900, gravemente lesionato in città da una pubblica opinione che sembra non voler fare i conti con la propria storia, e dall’incapacità da parte di enti pubblici e operatori culturali di creare un tessuto di manifestazioni rispondente agli attuali standard qualitativi e quindi sufficientemente attrattivo.

E se il Premio Rotonda denuncia oramai un sopore sessuagenario, ed Effetto Venezia rischia di incorrere in una cristallizzazione di sapore decisamente folkloristico, latitano d’altra parte eventi istituzionali di accertato prestigio e di più autorevole profilo, mentre l’attività di Villa Mimbelli, un tempo polo di attrazione nazionale, sembra aver subito un drastico ridimensionamento.

Da parte nostra non è mancato il desiderio di alimentare attraverso i media, gli eventi, le conferenze, le presentazioni, la determinazione a infondere non solo presso gli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto presso il grande pubblico, la consapevolezza che le risorse culturali ed artistiche livornesi meritano uno sguardo più lungimirante e potenzialità organizzative più specializzate rispetto all’inadeguatezza delle risposte locali, ma le reazioni si sono esaurite nella scomposta irritazione di sparute consorterie ben poco educate alla democrazia del dialogo.

Gli effetti rischiano di essere devastanti, sia sul fronte di un’autocelebrazione senza via di fuga, sia per gli effetti dissuasivi che certa aggressività rischia di ingenerare nel pubblico dei fruitori degli eventi d’arte, senza contare che di fronte a tale inconsistente proposta culturale sfuma la più lontana ipotesi di un concorso, peraltro auspicabile, ma raramente verificatosi, soprattutto negli ultimi anni, da parte di eventuali interlocutori privati.

In questa prospettiva il panorama dischiuso da “Livorno Cruciale” diventa esemplare per aprire nuove prospettive di riflessione e di dialogo per tutti coloro che non temono la perdita di privilegi e di rendite culturali, ormai prive di ragion d’essere.

I risultati non mancano. Il decollo delle vendite, una visibilità in netta ascesa, l’entusiasmo di un pubblico straordinariamente trasversale, assicurano che la rivista ha colmato rapidamente in città un vuoto non solo editoriale, ma anche psicologico e culturale, e ora affonda le radici in un substrato di consensi sempre più giovani e alternativi.

Vogliono dunque decollare le nostre previsioni culturali per questa città, senza incorrere nel tritume di peregrine scomuniche e di burrascosi vaticini, e senza nulla cedere al pessimismo ‘amministrativo’ di chi è in cerca di alibi governativi per deresponsabilizzarsi delle inadempienze perpetrate ai danni della comunità livornese.

 

Pubblicato da: livornocruciale | 25 settembre 2011

Grande successo di pubblico per la mostra “Il fascino del notturno”

Il fascino del notturno. Dipinti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno

Pinacoteca “Carlo Servolini”, via Umberto I, n. 63 – Collesalvetti
6 settembre – 27 ottobre 2011

Allestita nelle sale della Pinacoteca “Carlo Servolini” di Collesalvetti la suggestiva mostra dal titolo Il fascino del notturno, è promossa dal Comune di Collesalvetti, curata da Francesca Cagianelli e realizzata esclusivamente con opere provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno.
Presenti all’inaugurazione, frequentatissima da istituzioni, addetti ai lavori e grande pubblico, erano l’Assessore alla Cultura del Comune di Collesalvetti, Donatella Fantozzi, il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, Luciano Barsotti, con il Vice Presidente Carlo Venturini e Signora.

Significativi sono risultati gli interventi dell’Assessore alla Cultura del Comune di Collesalvetti che ha sottolineato la complessità e insieme il valore promozionale di questa mostra, e ancora, del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, che ha espresso piena soddisfazione per l’ormai più che decennale attività culturale promossa da Francesca Cagianelli, le cui mostre vedono da sempre il sostegno e la collaborazione della stessa Fondazione in quanto caratterizzate da un raro impegno scientifico e insieme da un comprovato successo di critica e di pubblico.
Tematica sondata quasi esclusivamente per l’arte antica, quella della fortuna del notturno in pittura, stavolta è il palcoscenico del Novecento Labronico, ma non soltanto, ad offrire tutto un percorso straordinario di declinazioni e variazioni di altissimo impatto scenografico.

Si è voluto ancora una volta omaggiare la personalità di Carlo Servolini, che del notturno fu uno dei più lirici e drammatici interpreti, tanto nelle innumerevoli escursioni pittoriche nelle plaghe tra Tombolo e Bocca d’Arno, quanto nella saga visionaria e simbolica dedicata alle vicende belliche.
E proprio la visionaria atmosfera lunare trascritta da quest’ultimo nel dipinto Fontana della villa, conservato nella collezione della Pinacoteca “Carlo Servolini”, è stata scelta come incunabolo di questo inedito percorso nel Novecento Labronico.

Sono invece tutti provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno i dodici importanti dipinti selezionati per illustrare quell’universo notturno che di volta in volta accese la fantasia di tanti artisti determinati a sondare inediti tracciati tematici e stilistici, sempre e comunque nel desiderio di rappresentare emozioni oltre il vero.

Inaugurano cronologicamente il percorso espositivo due capolavori di Vittore Grubicy de Dragon, il mentore del divisionismo lombardo a Livorno: Marinaio con scimmia e cane (1885) e Raccolta del fieno. Crespuscolo (Valle di Scalve) (1889), dove la tessitura materica votata alla definizione delle armonie notturne si trasforma in eco emozionale del sentimento dell’artista.

Seguono idealmente Piazza Vittorio Emanuele di Eugenio Caprini (1919), Plenilunio di Gino Romiti (1920), e Il Mulino o La ruota del mulino di Benvenuto Benvenuti, che rivelano indiscutibili tracce di una meditata conversione alle sperimentazioni tecniche del maestro lombardo.
Sul fronte di un notturnismo venato di bagliori leggendari e di complesse simbologie si ergono Ugo Manaresi e l’allievo Renuccio Renucci, il primo con un Chiaro di luna impreziosito da un cifrato allegorismo, il secondo con un Vascello in tempesta di notte, in bilico tra le scenografie romantiche del maestro e l’ormai metabolizzata esperienza luminosa maturata alla Scuola di Micheli e complicata dall’infatuazione divisionista.
Concludono il percorso alcune importanti opere di Renato Natali che tra il folklore della Vecchia Livorno e il mistero delle sognanti vedute lagunari, seppe più di ogni altro in Toscana cogliere le novità linguistiche delle avanguardie europee, Brangwyin in primis, per trarne suggestive tarsie cromatiche nel tessuto di un notturno risplendente come un tappeto orientale.

Pubblicato da: livornocruciale | 24 settembre 2011

Il dibattito culturale come unica risorsa per la crescita di Livorno

di Francesca Cagianelli

Si è risolto in una grancassa di grevi quanto rudimentali reazioni il tentativo avanzato da parte di Francesca Cagianelli sulle pagine del Tirreno di promuovere un dibattito in merito alla necessità di rinnovare le fatiscenti vicende del Premio Rotonda.

Le moltissime attestazioni di condivisione e di stima pervenute a Francesca Cagianelli rassicurano tuttavia circa la possibilità di ridestare in una Livorno assopita e ritardataria un dibattito degno dei migliori centri culturali.

Istituzioni pubbliche e private da una parte, addetti ai lavori dall’altra possono concorrere con ruoli e vocazioni distinte, alla crescita dell’offerta culturale cittadina: i primi, ovviamente motivati dalla necessità di promuovere le realtà territoriali, gli altri, necessariamente impegnati nell’elaborazione di un progetto qualitativamente alto e strategicamente innovativo.

E’ inevitabile quindi che restino delusi tutti coloro che persistono con lessico inadeguato, pericolose manipolazioni, triviali delegittimazioni, nel pretestuoso insabbiamento di un inevitabile dibattito che ora più che mai dovrà essere ripristinato nella consapevolezza che per sottrarsi al degrado di tanti eventi culturali occorre sfuggire ad avvilenti derive autocelebrative.

E’ auspicabile che intellettuali, operatori culturali, giovani talenti, possano ugualmente, se anche posizionati su logiche alternative agli standard cittadini e all’ufficialità corrente, continuare a dichiarare le loro posizioni critiche in un clima di sereno confronto, senza incorrere in scomuniche e veti che minerebbero pericolosamente l’indubbia fama democratica della città di Livorno.

Pubblicato da: livornocruciale | 2 settembre 2011

Il fascino del notturno.

“Il fascino del notturno. Dipinti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno”, a cura di Francesca Cagianelli, mostra promossa dal Comune di Collesalvetti vedrà aprire i battenti  martedì 6 settembre 2011, alle ore 17.00, presso la Pinacoteca “Carlo Servolini”, via Umberto I, n. 63 – Collesalvetti.

La mostra potrà essere visitata fino al 27 ottobre, tutti i giovedì, ore 16.00-18.00, con ingresso gratuito

seguirà cocktail

La suggestiva mostra dal titolo il fascino del notturno, promossa dal Comune di Collesalvetti in occasione della Fiera annuale, curata da Francesca Cagianelli e realizzata esclusivamente con opere provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno, avrà come tema dominante il notturno in pittura.

Stavolta è il palcoscenico del Novecento Labronico, ma non soltanto, ad offrire tutto un percorso straordinario di declinazioni e variazioni di altissimo impatto scenografico.
Si è voluto ancora una volta omaggiare la personalità di Carlo Servolini, che del notturno fu uno dei più lirici e drammatici interpreti, tanto nelle innumerevoli escursioni pittoriche nelle plaghe tra Tombolo e Bocca d’Arno, quanto nella saga visionaria e simbolica dedicata alle vicende belliche.
E proprio la visionaria atmosfera lunare trascritta da quest’ultimo nel dipinto Fontana della villa, conservato nella collezione della Pinacoteca “Carlo Servolini”, è stata scelta come incunabolo di questo inedito percorso nel Novecento Labronico.
Sono invece tutti provenienti dalla collezione della Fondazione Cassa di Risparmi di Livorno i dodici importanti dipinti selezionati per illustrare quell’universo notturno che di volta in volta accese la fantasia di tanti artisti determinati a sondare inediti tracciati tematici e stilistici, sempre e comunque nel desiderio di rappresentare emozioni oltre il vero.
Inaugurano cronologicamente il percorso espositivo due capolavori di Vittore Grubicy de Dragon, il mentore del divisionismo lombardo a Livorno: Marinaio con scimmia e cane (1885) e Raccolta del fieno. Crespuscolo (Valle di Scalve) (1889), dove la tessitura materica votata alla definizione delle armonie notturne si trasforma in eco emozionale del sentimento dell’artista.
Seguono idealmente Piazza Vittorio Emanuele di Eugenio Caprini (1919), Plenilunio di Gino Romiti (1920), e Il Mulino o La ruota del mulino di Benvenuto Benvenuti, che rivelano indiscutibili tracce di una meditata conversione alle sperimentazioni tecniche del maestro lombardo.
Sul fronte di un notturnismo venato di bagliori leggendari e di complesse simbologie si ergono Ugo Manaresi e l’allievo Renuccio Renucci, il primo con un Chiaro di luna impreziosito da un cifrato allegorismo, il secondo con un Vascello in tempesta di notte, in bilico tra le scenografie romantiche del maestro e l’ormai metabolizzata esperienza luminosa maturata alla Scuola di Micheli e complicata dall’infatuazione divisionista.
Concludono il percorso alcune importanti opere di Renato Natali che tra il folklore della Vecchia Livorno e il mistero delle sognanti vedute lagunari, seppe più di ogni altro in Toscana cogliere le novità linguistiche delle avanguardie europee, Brangwyin in primis, per trarne suggestive tarsie cromatiche nel tessuto di un notturno risplendente come un tappeto orientale.

In occasione di “Notte Clara”  mostra a cura di Francesca Cagianelli, promossa da Comune di Collesalvetti, inaugurazione lunedì 18 luglio 2011, ore 17.30

Dopo l’importante rassegna Antonio Antony de Witt: pittura e grafica nel segno dei Primitivi, la Pinacoteca “Carlo Servolini” ospita ora una nuova importante mostra dal titolo Adriano Baracchini-Caputi, Ettore Castaldi, Eugenio Caprini. Una triade per il divisionismo a Livorno, promossa dal Comune di Collesalvetti e curata da Francesca Cagianelli.
Tale iniziativa espositiva conclude il ciclo di appuntamenti culturali previsti entro l’estate 2011, prima dell’evento culminante di fine anno, coincidente con l’inedita mostra dedicata a Giovanni Zannacchini (settembre-dicembre 2011).
Sono di scena per la prima volta in questa mostra Adriano Baracchini-Caputi (Firenze, 1883-Livorno, 1968), Ettore Castaldi (Livorno, 1877-Santos, Brasile1956), Eugenio Caprini (Livorno, 1875-1932), tutti esordienti nell’ambito dello storico e celebrato Caffè Bardi di Livorno, all’insegna di una sperimentazione divisionista non esente da divagazioni simboliste.
Regna tra loro il magistero di Vittore Grubicy de Dragon che negli anni Venti Valentino Piccoli commemorava proprio relativamente al ruolo di mecenate svolto nella Livorno del primo Novecento, quando “parlava della piccola originalità livornese”: parole lontane, ma indelebili, che rievocano una realtà esclusiva quella di una Livorno qualificabile come “un singolare centro d’arte: raccolto ma intenso, solitario ma audace”.
Parole che una volta per tutte smentiscono la vulgata di una compagine livornese di vocazione municipalistica e attardata sulla tradizione otocentesca: ecco infatti che grazie a una tale investitura all’insegna di emancipazione e innovazione, i protagonisti del Caffè Bardi diventano “giovani ardenti e sinceri, che ancora; in tempi mercantili come i nostri pensavano all’Arte come a una lotta perenne, come a una travagliata conquista, e non come a una carriera da percorrere con avveduti accorgimenti” (V. Piccoli, Beppe Guzzi, in “Il Telegrafo”, 5 febbraio 1927).
Tra essi, Adriano Baracchini-Caputi, “maestro di minuzie tecniche” risponde con originalità di accenti poetici alla lezione del divisionismo milanese; di non minore qualifica espressiva appare degno Ettore Castaldi, nel quale l’opzione pervasiva per il linguaggio di Grubicy non affievolisce – la sua “passione nobilitante” (G. Razzaguta, Virtù degli artisti Labronici, Livorno 1943); e ancora Eugenio Caprini, ridimensionato da Gastone Razzaguta con riferimento alla sua infatuazione divisionista, verrà celebrato da Carlo Servolini nella Commedia Labronica delle Belle Arti (Lecco 1960), per il tramite di un appassionato Gino Romiti che non stenta ad apostrofarlo quale “nottambulo mitissimo”.
Partecipe, insieme con lo stesso Servolini, all’epoca della frequentazione della Scuola di Arti e Mestieri di Livorno, di quelle “notturne gite al chiar di Luna”, rischiarate dalla fantasia e dal coraggio di coloro che nella Livorno di inizio Novecento, seppero farsi protagonisti eletti di una Bohème tutt’altro che municipalistica, è forse Caprini il solo a fondere in termini più suggestivi il verbo divisionista di Grubicy con la parabola simbolista di Gino Romiti, in una risultante nottunista di fascino esclusivo.
Doveva essere proprio Gino Romiti, il virtuale quanto autorevole difensore di Carlo Servolini nel processo inscenato tra le pagine della sua irriverente Commedia, a tramandare l’eredità del divisionismo di Grubicy tra i giovani bohèmiens livornesi: eredità consistente in piccoli capolavori che sono “sorprendenti misteri (…) coniugati alla catena delle leggi universali” (G. Romiti, Di Vittore Grubicy, in “Il Telegrafo”, 12 agosto 1920).
Una triade dunque emblematica, quella dei tre seguaci di Grubicy, che consente di ritessere tutto un chiaroscuro di entusiasmi e di veti nel quale si impose il divisionismo a Livorno, tra un Razzaguta impegnato a tramandare mitiche eredità nostrane e un Carlo Servolini, determinato a rilanciare un Novecento autonomo e alternativo.

Pinacoteca “Carlo Servolini” – via Umberto I, n. 63 – Collesalvetti

inaugurazione lunedì 18 luglio 2011, ore 17.30

18-28 luglio 2011 – tutti i giovedì 16.00-18.00

info: 0586.980111- www.comune.collesalvetti.li.it

Articoli precedenti »

Categorie

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.